Katy Perry
One of the boys
Emi
I paragoni si sono sprecati, da quando Katy Perry ha travolto le classifiche mondiali con il suo I kissed a girl. L'hanno chiamata la nuova Alanis Morrisette, Gwen Stefani, Avril Lavigne, Pink, Liz Phair... wow, metterle tutte in fila fa un certo effetto. Senza dubbio, Katy ha qualcosa di tutte queste ragazze, capace - come loro, nell'ultimo decennio - di movimentare un po' il mondo del pop rock americano.
La formula è sempre la stessa: canzoni e melodie accattivanti (catchy, dicono negli states), un po' di chitarre distorte, la giusta dose di cattiveria nei testi, pieni di umorismo bastardo da Sex and the city. Certamente, quello cantato da Katy Perry è un mondo variopinto, dove le ragazze e i ragazzi vogliono divertirsi e non hanno paura di parlare senza peli sulla lingua. One of the boys è un disco da estate americana, orgogliosamente teen, sia nei contenuti che dal punto di vista squisitamente musicale.
Dunque, certo, di originalità ce ne sarà pure poca... però Katy riesce a farci divertire dall'inizio alla fine del cd, tre quarti d'ora di ottovolante tra momenti allegri, tristi e incazzati.
Un disco ottimo per uscire dalle grigie nebbie dell'inverno che ci stanno per avvolgere, e tornare con la mente a quegli spensierati party estivi. Se però da un cd pretendete anche un po' di profondità , non rivolgetevi certo a Katy Perry!

