"Qui non va, fra, questo badabum bum cha".
Marracash – al secolo Fabio Rizzo, quasi trentenne milanese – dice che qui non va, ma a dir la verità il momento storico, per il rap italiano, sembra essere favorevole. Nella seconda metà dei duemila i rapper, dopo aver sgomitato per anni, sono riusciti a crearsi una piccola nicchia nel mercato. E allora ecco che le major ci credono, investono, e i pezzi di successo iniziano ad arrivare... un circolo virtuoso che fa nascere qualche piccola stella.
Sono passati almeno quindici anni dalle opere seminali dei pionieri del rap tricolore, e oggi finalmente per molti si concretizza quel movimento che porta dall'underground verso la superficie. Ben sintetizzato dalla foto di copertina del nuovo disco di Marracash: il suo volto emerge da una distesa di sabbia, dietro di lui lo sfondo della periferia urbana.
Nell'album che porta il suo nome, Marracash ci ha infilato quello che fino a prova contraria – nel senso che mancano ancora sei mesi – è il singolo dell'anno nel suo genere, Badabum bum cha. Un pezzo che parla della sua storia artistica, ma anche della situazione del rap italiano, inevitabilmente figlio di un dio minore.
Ma c'è di più in questo disco, il secondo della carriera di Fabio, il primo con le spalle coperte da una major, la Universal: c'è il tentativo di discostarsi dai cliché che spesso zavorrano i dischi rap, per mettersi di nuovo a raccontare storie. In fondo il rap è fatto di questo, parole e storie. Quelle di Marracash hanno il pregio di essere narrate non solo con stile e sincerità , ma anche con quel po' di cuore che certo non guasta.
Lui ci mette molto del suo, grazie a una notevole capacitĂ di fondere toni tragici e ironia nei testi, che fortunatamente si segnalano per la quasi totale assenza di orpelli e ammiccamenti. Sempre di ottimo livello anche le basi musicali fornite da Deleterio e Don Joe (Club Dogo), con il primo che si diverte con sintetizzatori e archi e il secondo che ci mette le sue classiche vocine pitchate.
Non c'è un disco migliore di questo, per avere idea di cosa sia oggi il rap italiano.

