Musica e Libri
22/10/2008
Da leggere: Dizionario affettivo della lingua italiana
È uscito il libro curato da Matteo B. Bianchi e Giorgio Vasta, edizione Fandango Tascabili. Una raccolta di lemmi scelti e spiegati dai più grandi consumatori e spacciatori di parole: gli scrittori. La nostra recensione.

di Alessia Gemma

La storia narra che durante un convegno, non si sa dove non si sa quando, un giovane redattore, non si sa chi, incontrò il suo più grande idolo, il teorico Timothy Leary e spudoratamente gli chiese di scrivere un pezzo per la propria rivista autoprodotta. Leary, con assoluta professionalità, gli rispose che il prestigio della pubblicazione per lui era influente:era disposto a collaborare con qualsiasi rivista e a tutte applicava lo stesso tariffario: un dollaro a parola. Il redattore ci pensò su e disse che poteva permettersi una parola soltanto. Leary scelse “Caosâ€.

Da questo aneddoto nasce l’idea di Matteo B. Bianchi, con la collaborazione di Giorgio Vasta, di curare il libro “Dizionario affettivo della Lingua Italianaâ€: un dizionario appunto di parole scelte e definite dagli scrittori.

Le parole sono i “ferri del mestiere†di chi scrive “ma sono anche legami, feticci, rappresentano ragioni di orgoglio, di passione, oppure di insofferenza, di frustrazione. Le parole sono emotività, sono affetti. Dietro la scelta di ogni singolo lemma può dunque celarsi una piccola ma profonda riflessione sull’uso della lingua da parte di coloro che ogni giorno la usano, l’affrontano, la manipolano, la trasformano, la amanoâ€, spiega Matteo B. Bianchi.
315 paroline…

Valeria Parrella ha scelto AIUTO, Andrea Bajani GRATTACAPO, Pulsatilla GNAGNERA, quella che “ti viene la mattina. Ti alzi e hai la gnagnera…â€4, Paolo Giordano ALITO, che gli piace “perché viene da giù. DA qualcosa che hai fatto o hai mangiatoâ€, Sandro Veronesi ha scelto BAMBINO “La sua vita media è di 10-11 anni, ma mi sono dati casi di bambini vissuti fino a 74 […] La sua più frequente causa di morte è smettere di avere paura del buioâ€, Emidio Clementi ha scelto CESSO-A-VENTO “una faccia-water che sprigiona liquami tutt’intorno a sé…â€, Vinicio Capossela chiude con ZUZZERELLONE.

“Amo la parola perché per me rappresenta l’alternativa alle incomprensioni ed ai silenzi, alle botte ed alle umiliazioni e in definitiva alla guerra. […] La parola mi è alleta perché mi sono allenata a parlare, non avendo altri termini né lascia passare. […] Mi piacciono perfino le parolacce, sono i sobborghi malfamati del linguaggio…†scrive Margherita Giacobino tra PAPPAGORGIA di Gianni Biondillo e PASSIONE di Riccardo de Torrebona.

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