Irvine Welsh ci ha raccontato un sacco di storie sgradevoli, ambientate nei peggiori bassifondi dell'Inghilterra. Da Trainspotting in poi, dalla penna di questo scrittore scozzese sono usciti un sacco di personaggi ai margini della società , disoccupati, tossicomani e violenti. Eppure sarebbe limitante considerare Welsh solo uno che usa il vecchio trucco di prendere a pugni nello stomaco il lettore: la verità è che si tratta di un grande della letteratura inglese contemporanea, uno scrittore-sociologo che guarda la vita dal basso, con pungente ironia. E, cosa più importante, ci fa divertire di brutto.
Una Testa mozzata è il suo ultimo libro pubblicato in italiano, che nell'edizione originale era solo uno dei racconti compresi all'interno dell'ultima antologia data alle stampe da Welsh. Inoltre il titolo inglese era ben diverso, cioè Il reame del Fife: così gli scozzesi chiamano un piccolo lembo di terra che si stende nel sud-est del paese, appena sopra Edinburgo, il luogo dove prende corpo la storia narrata da Welsh. Piccoli paesi di provincia persi in mezzo alla brughiera, dove tutti si conoscono e tutti si ritrovano a perder tempo al pub, davanti a generose pinte di birra rigorosamente scura.
Protagonista di queste pagine è l' ex-fantino disoccupato Jason, che di cognome fa King nonostante valga poco o nulla. Sboccatissimo, gran tracannatore e professionista del Subbuteo, passa il tempo a cercare di tenere a bada da una parte le sue fantasie erotiche, e dall'altra il suo vecchio padre maniaco del gangsta rap. Abbiamo dimenticato qualcosa? Ah, sì: Una testa mozzata, che ci crediate o no, è una storia d'amore!
Irvine Welsh ritrova uno stile irriverente infarcito di volgarità , per costruire un racconto che intrattiene il lettore e - pur senza incantare - strappa più di un sorriso. Un libro consigliato, che però andrebbe letto nella versione originale per godersi la parlata scozzese hardcore dei protagonisti.
Una testa mozzata è edito da Guanda.

