IL GIOVANE SBIRRO
di Gianni Biondillo
Guanda Editore
Euro 16,00
Tutto quello che volevamo sapere mentre divoravamo i suoi precedenti “Perché si uccide” e “Con la morte nel cuore”, lo troviamo qui. Una sorta di imperdibile pre-quel, grazie al quale facciamo di Ferraro il nostro vicino di casa preferito (per noi che viviamo a Milano, poi, la cosa è inevitabile), quello con cui andare a berci una birretta e fare due chiacchiere a La Belle Aurore. Una scrittura che sorprende sempre. Ti arpiona fin dall’inizio, sviluppando il racconto lentamente, divagando, portandoti in giro tra luoghi e persone, senza mai limitarsi a sfiorarli, ma andando dritto alla loro anima. Serio e spiritoso, intenso e leggerissimo, disincantato e appassionato, spietato e compassionevole, politically scorrect e onesto fino in fondo.Ne “Il giovane sbirro” l’architetto Gianni Biondillo ci fa amare fino in fondo il suo alter ego Ferraro, le sue contraddizioni, il suo cuore e le sue spigolature. Ci identifichiamo con lui mentre fronteggia la moglie Francesca, consapevoli di essere dalla parte sbagliata. Noi così simili a lei, riconosciamo il nostro lui nella vita e, forse per la prima volta, lo comprendiamo, così inesorabilmente inadeguato a quella cosa lì, la paternità .
Ci sorprendiamo a sorridere mentre leggiamo dell’incontro con Augusto Lanza, così lontano, così diverso, cosìindispensabile. Ci appassioniamo alla storia di Kledi, ingiusta, quotidiana, contigua a noi.
E per la legge del contrappasso, la lentezza dello sviluppo viene annullata dal finale, così repentina, tutta d’un fiato. E a noi non rimane che aspettare il prossimo libro.

