Musica e Libri
11/03/2008
Il Libro della Settimana (secondo noi)
La recensione di Sandra Bonzi. Laureata in scienze politiche (sociologia della comunicazione), anni di esperienza occupandosi di comunicazione tra la tv e cinema. Lettrice accanita. Da febbraio 2008 abbiamo, ufficialmente, l'onore di averla in squadra come nostra corrispondente/collaboratrice.


di Sandra Bonzi

L’UOMO DEI CERCHI AZZURRI

Di Fred Vargas

Einaudi/Stile Libero

€15,50

Chi ancora non conoscesse Jean-Baptiste Adamsberg e il suo antagonista Adrien Danglard, con questo libro (pubblicato per la prima volta nel 1992, ma tradotto da pochissimo) può finalmente farlo, partendo dall’inizio. Deve però sapere che poi li vorrà cercare tutti (e sono tanti) per divorarli. Perché i romanzi di Fred Vargas danno quella felicità e quell’illusione di una vita parallela (e in fondo preferibile) che solo la buona letteratura può offrire.
E’ qui che Adamsberg, il commissario di polizia del 13° arrodissement di Parigi, entra in scena. Né bello né brutto, lunare e perennemente stropicciato, alla ricerca dell’uniforme universale (che lo liberi dalla necessità di scegliere quotidianamente i vestiti da indossare), inafferrabile da tutti, soprattutto dalle donne. Spalatore di nuvole, conduce le sue indagini in modo lento e apparentemente illogico, riuscendo a compiere una sintesi tra razionalità e intuizione.
Esattamente il contrario dell’ispettore Danglard, fragile e dalla mente ordinata, padre affettuoso e forte bevitore, abbandonato dalla moglie e pieno di complessi, razionale e coltissimo, uomo di cui il commissario, ovviamente, non può fare a meno.
Ricercatrice di archeozoologia presso il Centro Nazionale Francese per le Ricerche Scientifiche, specializzata in medievalistica, figlia di una madre chimica e di un padre surrealista, Fred Vargas è uno pseudonimo (di Frédérique Audouin-Rouzeau), lo stesso usato dalla sorella gemella pittrice. Scrive i suoi libri in ventuno giorni, durante il periodo di vacanza che si concede annualmente. I suoi sono romanzi a enigma, nei quali non è possibile imbrogliare e unisce bravura narrativa a dialoghi che incantano per humor e verità.
Qui siamo alle prese con dei semplici cerchi azzurri, apparentemente futili. Ma nei libri della Vargas nulla è futile. E, infatti, la crudeltà percepita fin dall’inizio solo dal commissario, implacabilmente prenderà forma fino a perdersi nella profondità del male di cui l’essere umano può essere capace.

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