Diario di scuola
di Daniel Pennac
Feltrinelli
€16,00
Un libro da rendere obbligatorio in ogni scuola di ordine e grado. Lettura consigliata per gli studenti. Tassativa per gli insegnanti e il Ministro Gelmini.
Insomma, un libro da leggere a tutti i costi.
Perché con stile leggero e ironico, Daniel Pennac racconta il mondo della scuola con la competenza di chi lì ha passato gran parte della propria vita, prima come “studente somaro”, poi come genitore e insegnante.
Esperienza vissuta, quindi.
Lui, figlio di insegnanti, ultimo di quattro fratelli tutti laureati, oggi scrittore di fama mondiale, inizia il suo percorso scolastico con indicibile fatica. E’ il classico somaro. E racchiuso nella consapevolezza di non poter mai superare quello “zero” scritto in rosso sul compito di matematica, sarebbe stato uno dei tanti irrecuperabili, destinato all’abbandono scolastico.
Ma, come per molti altri nella storia della scuola, è il caso a salvarlo. E’ l’incontro con alcuni insegnanti che innamorati a tal punto della propria materia, riescono a spingerlo ad uno spirito di emulazione, trasformandolo in un vero e proprio affamato di conoscenze.
Scritto con passione e onestà , si legge d’un fiato riconoscendo tracce della propria storia. Perché anche ai più brillanti sarà capitato almeno una volta di precipitare nel vuoto dell’ignoranza, nella paura di non sapere, nella certezza di non potercela fare di fronte alla verifica di matematica o alla domanda di storia.
Perché ognuno di noi ha misurato a proprie spese la distanza tra la cattedra e il banco, tra le urgenze dell’adolescenza e l’asettica enunciazione della storia trasformata, da lontani insegnanti di cui non ricordiamo più il nome, in un sudoku di date.
E i fortunati, quelli che ce l’hanno fatta, quelli che sono riusciti a portare con sé nell’età adulta l’inesauribile voglia di proseguire nella conoscenza, lo devono a un fortunato incontro.
“E’ sufficiente un professore – uno solo – per salvarci da noi stessi e farci dimenticare tutti gli altri (…)”, scrive Pennac.

