Musica e Libri
29/10/2008
Il libro della settimana (secondo noi). Diario di scuola
La recensione di Sandra Bonzi. Laureata in scienze politiche (sociologia della comunicazione), anni di esperienza occupandosi di comunicazione tra la tv e cinema. Lettrice accanita. Da febbraio 2008 abbiamo, ufficialmente, l'onore di averla in squadra come nostra corrispondente/collaboratrice.

di Sandra Bonzi

Diario di scuola
di Daniel Pennac
Feltrinelli
€16,00

Un libro da rendere obbligatorio in ogni scuola di ordine e grado. Lettura consigliata per gli studenti. Tassativa per gli insegnanti e il Ministro Gelmini.

Insomma, un libro da leggere a tutti i costi.
Perché con stile leggero e ironico, Daniel Pennac racconta il mondo della scuola con la competenza di chi lì ha passato gran parte della propria vita, prima come “studente somaro”, poi come genitore e insegnante.
Esperienza vissuta, quindi.
Lui, figlio di insegnanti, ultimo di quattro fratelli tutti laureati, oggi scrittore di fama mondiale, inizia il suo percorso scolastico con indicibile fatica. E’ il classico somaro. E racchiuso nella consapevolezza di non poter mai superare quello “zero” scritto in rosso sul compito di matematica, sarebbe stato uno dei tanti irrecuperabili, destinato all’abbandono scolastico.
Ma, come per molti altri nella storia della scuola, è il caso a salvarlo. E’ l’incontro con alcuni insegnanti che innamorati a tal punto della propria materia, riescono a spingerlo ad uno spirito di emulazione, trasformandolo in un vero e proprio affamato di conoscenze.
Scritto con passione e onestà, si legge d’un fiato riconoscendo tracce della propria storia. Perché anche ai più brillanti sarà capitato almeno una volta di precipitare nel vuoto dell’ignoranza, nella paura di non sapere, nella certezza di non potercela fare di fronte alla verifica di matematica o alla domanda di storia.
Perché ognuno di noi ha misurato a proprie spese la distanza tra la cattedra e il banco, tra le urgenze dell’adolescenza e l’asettica enunciazione della storia trasformata, da lontani insegnanti di cui non ricordiamo più il nome, in un sudoku di date.
E i fortunati, quelli che ce l’hanno fatta, quelli che sono riusciti a portare con sé nell’età adulta l’inesauribile voglia di proseguire nella conoscenza, lo devono a un fortunato incontro.
“E’ sufficiente un professore – uno solo – per salvarci da noi stessi e farci dimenticare tutti gli altri (…)”, scrive Pennac.

22/05/2012
Da vedere: Il pescatore di sogni
Di solito è difficile apprezzare le traduzioni dei titoli dei film stranieri in italiano, però a questo giro ammet...
21/05/2012
Le imperdibili recensioni dell'Alligatore: Heike Has The Giggles
Con il capello da marinaio e con la maschera dell’Uomo Ragno, con il berretto da Babbo Natale, con le orecchie da r...
15/05/2012
Da vedere: Chronicle
Found footage, ecco la parola magica. Ehm, andiamo con ordine. Siamo nel tempo di youtube e dei cellulari con v...
13/05/2012
Le imperdibili recensioni dell'Alligatore: Sir Frankie Crisp
Vengono dal Salento, ma non hanno a che fare con la pizzica, la taranta, o con i nuovi suoni che questa calda zona...
11/05/2012
Da leggere: The Death-Ray
Avete mai avuto la sensazione di essere diversi, sbagliati, che non avreste mai trovato il vostro posto nel mondo?...
03/05/2012
Le imperdibili recensioni dell'Alligatore: The Softone
“Horizon Tales”, storie di confine, storie di vita e di morte, un concentrato acido di rock scuro, ballate folk, ca...
30/04/2012
Da vedere: The Avengers
La prima cosa che ci hanno insegnato i supereroi Marvel è: da un grande potere derivano grandi responsabilità. Non...