Echi Perduti
di Joe R. Lansdale
Fanucci Editore
€ 17,50
Joe R. Lansdale va letto. Tutto.
E chi nella lettura cerca essenzialmente il piacere del racconto e l’appagamento di una narrazione perfetta, trova in lui pane per i propri denti.
Lansdale non sbaglia un colpo. Mai.
Figlio della tradizione orale, usa il linguaggio della strada, semplice e diretto, privo di vezzi intellettuali. E con la pazienza dell’artigiano costruisce storie dalla miscela esplosiva, riuscendo a far convivere leggende popolari e spezzoni di cultura pop, noir e horror, fantascienza e thriller.
Dietro quello che scrive non ci sono mai motivazioni profonde, solo piccole vicende di vita quotidiana nelle quali inevitabilmente si inserisce il lupo.
Il suo credo é “life sometimes is a bitch” e, quindi, la violenza che incontriamo é sempre gratuita e immotivata. Così come nella realtà . Ma in Lansdale c’é il rimedio: l’umorismo, la capacità di farci riprendere fiato grazie a una battuta o a una metafora barocca.
Scrittore prolifico (in poco più di vent’anni ha prodotto una ventina di romanzi e circa duecento racconti), con lui ci si addentra sempre nel profondo sud degli Stati Uniti, tra la gentaglia che popola i drive in, l’umidità delle paludi, i campi da arare, il caldo appiccicoso e le birre da scolare a canna, le tensioni sociali e il grasso che straripa dai jeans.
In quest’ultimo romanzo, il ragazzo protagonista ha una dote che gli complica la vita: nei rumori degli oggetti coglie la memoria di eventi violenti accaduti nel passato.
Un vero incubo, perché basta un piccolo insignificante rumore e il suo presente si allontana, lasciando il campo all’orrore e costringendolo a rivivere tutta la violenza nascosta nel mondo.
Un “dono” che lo costringe a trascorrere la vita cercando di evitare i luoghi sconosciuti o inesplorati, percorrendo sempre gli stessi itinerari e, soprattutto, stordendosi nell’alcool.
Ovviamente lo si divora in un week end.
E chi sarà alla sua “prima volta”, si domanderà come ha fatto a stare senza Lansdale fino a quel momento.

