Musica e Libri
17/11/2008
Il libro della settimana (secondo noi). Echi perduti.
La recensione di Sandra Bonzi, laureata in scienze politiche (sociologia della comunicazione) con anni di esperienza nel campo della comunicazione, tra tv e cinema. Nonché lettrice accanita. Dal febbraio 2008 abbiamo ufficialmente l'onore di averla in squadra, come nostra corrispondente/collaboratrice.

di Sandra Bonzi

Echi Perduti
di Joe R. Lansdale
Fanucci Editore
€ 17,50

Joe R. Lansdale va letto. Tutto.

E chi nella lettura cerca essenzialmente il piacere del racconto e l’appagamento di una narrazione perfetta, trova in lui pane per i propri denti.
Lansdale non sbaglia un colpo. Mai.

Figlio della tradizione orale, usa il linguaggio della strada, semplice e diretto, privo di vezzi intellettuali. E con la pazienza dell’artigiano costruisce storie dalla miscela esplosiva, riuscendo a far convivere leggende popolari e spezzoni di cultura pop, noir e horror, fantascienza e thriller.
Dietro quello che scrive non ci sono mai motivazioni profonde, solo piccole vicende di vita quotidiana nelle quali inevitabilmente si inserisce il lupo.
Il suo credo é “life sometimes is a bitch” e, quindi, la violenza che incontriamo é sempre gratuita e immotivata. Così come nella realtà. Ma in Lansdale c’é il rimedio: l’umorismo, la capacità di farci riprendere fiato grazie a una battuta o a una metafora barocca.

Scrittore prolifico (in poco più di vent’anni ha prodotto una ventina di romanzi e circa duecento racconti), con lui ci si addentra sempre nel profondo sud degli Stati Uniti, tra la gentaglia che popola i drive in, l’umidità delle paludi, i campi da arare, il caldo appiccicoso e le birre da scolare a canna, le tensioni sociali e il grasso che straripa dai jeans.

In quest’ultimo romanzo, il ragazzo protagonista ha una dote che gli complica la vita: nei rumori degli oggetti coglie la memoria di eventi violenti accaduti nel passato.
Un vero incubo, perché basta un piccolo insignificante rumore e il suo presente si allontana, lasciando il campo all’orrore e costringendolo a rivivere tutta la violenza nascosta nel mondo.
Un “dono” che lo costringe a trascorrere la vita cercando di evitare i luoghi sconosciuti o inesplorati, percorrendo sempre gli stessi itinerari e, soprattutto, stordendosi nell’alcool.

Ovviamente lo si divora in un week end.
E chi sarà alla sua “prima volta”, si domanderà come ha fatto a stare senza Lansdale fino a quel momento.

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