La solitudine dei numeri primi
di Paolo Giordano
Mondadori
€18,00
Nella vita ognuno di noi ha incrociato almeno un numero primo. Affascinanti e misteriosi, complessi e impegnativi, arroccati e chiusi, intelligenti e autolesionisti. Possiamo pensare che siano snob e presuntuosi, in realtĂ sono chiusi in loro stessi, ingabbiati in un dolore antico, incapaci di relazionarsi con gli altri. Estremamente doloranti e auto-punitivi. Incapaci di chiedere, di dare, di prendere. Chiusi in un cerchio che non possono, o forse non vogliono, spezzare.
Il grande pregio di Paolo Giordano è quello di essere riuscito a definire e scolpire in modo limpido e netto il possibile risultato dell’infanzia rotta. Nella maggior parte dei casi, ai precoci calci in faccia del destino si reagisce con rabbia e violenza, malvagità e cattiveria. Ma ci si può anche rifugiare in una gabbia, fatta di numeri ed equazioni, autolesionismo ed anoressia, distanza da tutto e tutti. I conti in qualche modo devono tornare.
Ed è quello che succede ad Alice e Mattia, due numeri primi gemelli, “soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero”.
Li conosciamo al momento della rottura e li seguiamo poi fin nell’età adulta.
Comprendiamo la loro rabbia infantile, quella di Alice che a sette anni odia sciare, ma che ogni mattina viene trascinata all’alba sulle piste gelide e affidata alla scuola di sci; e quella di Mattia, ragazzino particolarmente intelligente, fratello gemello della ritardata Michela che deve trascinare sempre con sé e che lo rende “diverso” agli occhi dei suoi compagni.
Tutti due hanno bisogno di rompere quella situazione, ma i genitori non sentono, non ne percepiscono l’urgenza. Quindi lo fanno loro senza rifletterci troppo e, con l’incoscienza dell’infanzia sognante, si feriscono in modo quasi irreversibile.
Un esordio a cinque stelle, che si è aggiudicato il Premio Strega. Un linguaggio pulito, senza sbavature, solenne. Una storia forte raccontata in modo delicato, con due protagonisti giustamente imperfetti e irrisolti, così veri da riuscire a dirci molte cose sul mal di vivere così comune oggi.

