La sovrana lettrice
di Alan Bennett
Adelphi
€12,00
Per un puro accidente un giorno, la regina d’Inghilterra, scopre quegli oggetti strani che sono i libri. E non può più farne a meno.
Non solo.
Cerca anche di trasmettere il virus della lettura a chiunque incontri sul suo cammino.
Un disastro, insomma. Un comportamento che ha ovviamente ripercussioni sul suo entourage, i sudditi e il protocollo.
Questa, in estrema sintesi, l’esilarante storia (con colpo di scena finale) che ci regala Alan Bennett, scrittore e attore inglese, giustamente considerato un grande del comico e del teatro contemporaneo.
Mi sembra riduttivo, definire questo gioiellino di neanche cento pagine una presa in giro della monarchia. Da vero genio, Bennett mantiene la narrazione su un filo sottilissimo fra ironia tagliente e profonda partecipazione e dà , quindi, l’impressione di dire sì quanto sia assurda la monarchia, ma anche quanto lui stesso, al pari degli altri sudditi, sia inequivocabilmente inglese.
Il libro è piuttosto una convinta e appassionata difesa del valore insostituibile della letteratura. Non tanto, o non solo, per accumulare conoscenze, ma per avere consapevolezza si sé e della propria fondamentale (anche se tutto sommato poco determinante) presenza su questa terra.
Il percorso compiuto da questa Uncommon Reader (titolo originale del romanzo, intraducibile in italiano per i connotati culturali che in inglese ha l’aggettivo “uncommon”), é un cammino arduo, ma comune. E’ la scoperta di un nuovo amore che fa perdere tempo, ridisegna i confini della nostra giornata, porta allegria e infermità .
Sì, perché la passione per la lettura è un’allegra patologia che comporta trasformazioni e, a corte, genera sospetto, induce alla reazione, richiede contromisure. Perché la regina, sempre così precisa e puntuale, improvvisamente diventa svagata e imprevedibile, fa saltare la cronometria degli eventi e manda il protocollo a farsi benedire.
Chissà se l’avranno letto a corte…

