Le ragazzacce
di Susanna Moore
Guanda
€15,00
Come un quadro di Frida Kahlo, questo libro infastidisce e inquieta.
Provoca con una scrittura cruda e una costruzione a quattro voci a volte indistinguibili tra loro (giusto per non rassicurare e sottolineare che vittima e carnefice, dentro e fuori, bene e male, spesso si confondono essendo l’uno parte integrante dell’altro). Quindi, spiazza.
E arpiona, portandoci nel dolore e nella violenza che non lasciano alcuna speranza di lieto fine, lasciandoci addosso un disagio diffuso, difficile da scrollarsi di dosso.
Il passato pesa e non fa sconti. Non sempre è riscattabile. Il lato oscuro della vita può prendere il sopravvento e quando le ferite sono troppo profonde, nemmeno il cerotto dell’analisi, della comprensione e della condivisione è sufficiente.
Susanna Moore, l’autrice americana di Dentro, il libro che ha ispirato a Jane Campion il film In the Cut con Meg Ryan, ci fa entrare in un carcere femminile nel quale le voci delle detenute si mescolano con quelle della vita, quella fuori dalle sbarre, quella che dovrebbe essere normale.
Il rapporto più intenso è quello tra la fragile assassina Helen e la psichiatra Louise Forrest. E’ qui che si gioca la storia, un labirinto in cui manca l’aria, un puzzle in cui i pezzi si confondono non permettendo, se non alla fine, una visione d’insieme.
Tutt’intorno il carcere - con la cella d’isolamento e le regole ferree, i soprusi e i tentati suicidi, gli amori e le gerarchie di potere – e il fuori con la città e le sue strade, i pub, gli amori a metà e le bugie della vita.

