Musica e Libri
01/04/2008
Il Libro della Settimana (secondo noi). LETTERE DALLA KIRGHISIA – DUE ANNI DOPO
La recensione di Sandra Bonzi. Laureata in scienze politiche (sociologia della comunicazione), anni di esperienza occupandosi di comunicazione tra la tv e cinema. Lettrice accanita. Da febbraio 2008 abbiamo, ufficialmente, l'onore di averla in squadra come nostra corrispondente/collaboratrice.




di Sandra Bonzi

LETTERE DALLA KIRGHISIA – DUE ANNI DOPO

di Silvano Agosti

Ed. Rizzoli
€ 14,00

Un sogno. Un’utopia. Una bella storia. Un esercizio di fantasia. Una follia.
Sì, il libro di Silvano Agosti può essere liquidato facilmente, con poche, sprezzanti frasi. Abbiamo ben altro a cui pensare, noi.
Eppure.
In questo magnifico libretto, scritto in corpo ventiquattro, c’è dell’altro.
C’è provocazione. Una lucida sfida a immaginare un paese a misura d’uomo.
C’è la visione di una società diversa, dove la serenità permanente non è un’utopia, ma un bene reale e comune. Il giusto approdo dopo secoli di evoluzione della specie.
Si tocca un mondo senza paure, senza accumuli inutili di ricchezze, senza sprechi, senza poteri criminalizzati e criminalizzanti.

A Kirghisia, Silvano Agosti arriva casualmente: per ragioni tecniche, l’aereo sul quale viaggiava ha dovuto fare uno scalo di due giorni nella capitale. Ma lui, dopo pochi giorni passati a scoprire un paese che da sempre sognava che esistesse, decide di vivere lì la seconda parte della sua vita.
Come dargli torto?
A Kirghisia, in ogni settore pubblico e privato, non si lavora più di tre ore al giorno, a pieno stipendio, con la riserva di un’eventuale ora di straordinario. Le rimanenti 20 o 21 ore della giornata vengono dedicate al sonno, al cibo, alla creatività, all’amore, alla vita, a se stessi, ai propri figli e ai propri simili. La produttività? Triplicata. Una persona felice – infatti - riesce a produrre, in un giorno, più di quanto un essere frustrato e scontento riesca a produrre in una settimana. Le ferie? Inutili.
A Kirghisia invece di continuare a seppellire i morti per arma da fuoco, hanno seppellito le armi. Tutte.
Qui la corruzione politica é stata azzerata perché chi appartiene all’apparato governativo esercita il proprio ruolo in forma di “volontariato”, continuando a mantenere per tutta la durata del mandato politico lo stesso stipendio che percepiva nella sua precedente attività.
Chiunque abbia voglia di fare l’amore lo segnala agli altri, mettendosi un piccolo fiore azzurro sul petto in modo da rendere più agevole l’avviamento del corteggiamento.

E leggendo, nasce il sospetto e il dubbio che, forse, si potrebbe anche tentare. Così. Giusto per riuscire a vivere tutti meglio.

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