Musica e Libri
08/04/2008
Il Libro della Settimana (secondo noi). SOGNANDO PALESTINA
La recensione di Sandra Bonzi. Laureata in scienze politiche (sociologia della comunicazione), anni di esperienza occupandosi di comunicazione tra la tv e cinema. Lettrice accanita. Da febbraio 2008 abbiamo, ufficialmente, l'onore di averla in squadra come nostra corrispondente/collaboratrice.


di Sandra Bonzi

SOGNANDO PALESTINA
Di Randa Ghazy
Fabbri Editori
€9,00
Prezioso nella sua semplicitĂ  di linguaggio. Diretto. Terribilmente attuale. Dichiaratamente di parte.
Siamo in Palestina, nei territori occupati.
Una storia raccontata di corsa, con l’urgenza di dare voce e volto, spessore e anima, a immagini che distrattamente guardiamo al telegiornale. Assuefatti. Abituati ad anni di scontri, morti, drammi che, forse, sentiamo lontani e senza speranza.
Qui troviamo una storia d’amicizia che sostituisce i legami di sangue distrutti. Conosciamo l’amore con la paura nel cuore e i carri armati che ne stabiliscono i tempi.
C’è vita quotidiana e tentativo di normalità, nonostante tutto.
Nonostante i rastrellamenti, i posti di blocco, le bombe, le rappresaglie, le morti, i feriti, i lutti senza sosta che non risparmiano nessuno.
Una distruzione che circonda la vista e penetra nell’anima, distruggendo ogni speranza, ogni possibilità di sognare altro, seminando terrore, paura, solitudine, disperazione. E ancora, pietre tirate con rabbia e dolore da ragazzi prigionieri di una catena di vendetta e violenza che sembra non potersi spezzare.
Genitori cresciuti travolti dal dolore e dall’odio come possono crescere i figli alla pace? Un bambino che vede uccidere i propri genitori non sarà per sempre tormentato dalla sete di vendetta e dall’odio violento?
“Non c’è pace senza giustizia”, la frase ricorrente di questo libro che si legge d’un fiato e che ha il pregio di riuscire a parlare in modo diretto di una guerra dolorosa a ragazzi e adulti.
Esattamente l’obiettivo dell’autrice Randa Ghazy, una ragazza nata a Saronno da genitori egiziani che, seppur molto giovane, ha le idee molto chiare: “Sogno la pace in Palestina, sogno uno stato che non esiste, ma di certo per esserci pace deve necessariamente, come condizione di base, esserci anche giustizia. In termini pratici, può essere la spartizione equa dei territori tra Palestinesi e Israeliani, il ritiro dei carri armati e dell’esercito dai territori occupati nel ’67, lo smantellamento delle colonie ebraiche sorte su quelli che erano villaggi ebraico-palestinesi, il rispetto degli accordi e soprattutto una forza di interposizione internazionale che possa controllare la situazione e garantire l’effettiva convivenza pacifica fra i due popoli”.
Aveva quindici anni quando nel 2002 ha scritto questo suo primo romanzo. Consiglio di leggere anche gli altri due: “Prova a sanguinare” (2005) e “Forse oggi non ammazzo nessuno. Storie minime di una giovane musulmana stranamente non terrorista” (2007).

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