Abba Zabba - Hollenbackinfakie / Today
Oggi ho visto un vecchio film con John Belushi, “Chiamami aquilaâ€. Mi piace da morire. È una commedia romantica, ecologista, moderna ma con uno sguardo rivolto al passato, ai grandi classici.
Be’, il caso a voluto che ascoltassi lo stesso giorno questo disco e mi sento di dire le stesse cose. Abba Zabba, da Trieste, con un piccolo cd dalle grandi idee (un cd composto da due ep, registrati in proprio e in tempi diversi), ha creato un modo dolce e allo stesso amaro. Scritto con carta e penna, lontano dal pc, che usa solo quando non può farne a meno, è un concentrato di armonia e ecologia in nove splendide canzoni.
Canzoni folk-blues composte di chitarra, voce e poesia. Canzoni come “Bluâ€, che dal ritmo quasi carioca dell’inizio ti sorprende con delle staffilate rock in coda, o la struggente “Ghostsâ€, con chitarra pizzicata e voce intensa accompagnata perfettamente da un violino (impossibile non pensare a Nick Drake), o “Tchoulii …†sperimentale e surreale come un Marco Parente inglese, o “Moonbackâ€, grido di dolore blues per la nostra terra, o “Begin/Endâ€, gran finale corale, con una melodia inebriante e avvolgente in salire; Inizio/Fine: è finito il disco, vorresti risentirlo …già , suonala ancora Abba! Il nome, deriva non a caso, da una canzone di Tom Waits.
Abba Zabba, Hollenbackinfakie/Today – Centre of Wood, 2008
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Chi è l'Alligatore
Collaboratore del sito di Smemoranda dal lontano 2003, quando scriveva recensioni musicali per la rubrica "Com'è Profondo Il Mare - Novità e ripescaggi musicali" all'interno di Scuole di Pace, spazio contro la guerra all'Iraq, l'Alligatore si autodefinisce un pacifista integrale con la passione del rock. Metà veneto, metà altoatesino (la madre è dello stesso paese di Lilly Gruber), è nato nei primi anni Settanta, lo stesso giorno del compleanno di Jack Kerouac.

