Cherry Lips, Cherry Lips
La scorsa estate le ho viste dal vivo e mi sono sembrate dinamite pura (“estremamente sexy, ti senti attratto e respinto da loro tipo una biscia” avevo scritto come breve nota sulla mia Smemoranda). Sì, sexy, è quello che mi sento di dire delle Cherry Lips. Non sarà professionale, ma dietro il critico c’è un maschietto e certe cose sarebbe falso nasconderle.
Basta prendere in mano l’elegante copertina cartonata, con dentro tre foto del gruppo con dietro stampato un bel bacio rosso (è la versione femminile della linguaccia disegnata da Warhol per i Rolling Stones?), per rendersi conto della forza primordiale che smuovono. Accanto c’è un dischetto nero come la pece, che richiama alla memoria il vecchio vinile. Lo metto dentro il lettore e riprovo l’emozione del live.
Dieci pezzi tiratissimi di pulito rock’n’roll cantato al meglio da una voce da non dimenticare, quella di Stefania Parks, veronese di madrelingua inglese (si sente), fresca, intrigante al massimo. Sorretta da una sezione ritmica incredibilmente potente e da una chitarra loureediana, rende il loro esordio da incorniciare.
Le mie preferite? “Haunted”, rock classico dolceamaro, “The Race Is On”, rullo di tamburi e chitarre in evidenza per un pezzo per niente carino, dritto al punto come un rullo compressore, “Right Now!”, sbatticoda come piace a me con la voce da combattente e una chitarra mai doma, “Mean Hot And Nasty” hard-rock tormentato e dal ritmo incessante con la Parks che fa la ragazza cattiva.
Da segnalare una cover che non ti aspetteresti da queste fans scatenate di AC/DC e Aerosmith: “Girls Just Wanna Have Fun” di Cindy Lauper, per farmi tornare bambino, interpretata in modo originale. Originali come sono le Cherry Lips.
Cherry Lips, Cherry Lips – Andromeda Relix, 2008
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http://www.myspace.com/cherrylipsrock
Collaboratore del sito di Smemoranda dal lontano 2003, quando scriveva recensioni musicali per la rubrica "Com'è Profondo Il Mare - Novità e ripescaggi musicali" all'interno di Scuole di Pace, spazio contro la guerra all'Iraq, l'Alligatore si autodefinisce un pacifista integrale con la passione del rock. Metà veneto, metà altoatesino (la madre è dello stesso paese di Lilly Gruber), è nato nei primi anni Settanta, lo stesso giorno del compleanno di Jack Kerouac. Se volete contattarlo: http://alligatore.blogspot.com/

