Dead Elephant, Lowest Shared Descent
Per dire come suona questo cd bisogna dare un’occhiata ai disegni dell’elegante digipack curati da Marco Corona dal gusto squisitamente maledetto. Se v’inquieta la dolente donna in abito da sera che abbraccia un uomo con il corpo da verme, le due illustrazioni interne non vi faranno dormire: in uno c’è un anziano signore sudato, vagamente somigliante a Bush padre, di fronte ad un pozzo in fiamme (e nel cielo un bambino con un testone e dei denti sgranati); nell’altro un ragazzo nudo, legato con un collare rudimentale stile Abu Ghraib, mangia ad una ciotola vicino alla sua casetta di legno …
Insomma, siamo di fronte ad un’opera radicale, di quelle rare nel nostro paese (il power-trio è di Cuneo), del robusto metal noise farcito di elementi psichedelici decisamente innovativi. L’apertura con inquietanti grida di belve feroci “Introducing My Eye, In Flames” è dura e secca quanto basta, mentre nel secondo pezzo, incazzato e senza sconti come lascia intuire l’esplicito titolo “Another Fuckin’ Word to Say We Miss You”, ci sono delle progressioni acide che pian piano si faranno strada nelle restanti tracce del cd, una vera e propria discesa agli inferi per gli amanti del genere (ma non solo …).
Dopo l’ascolto di “Lowest Shared Descent”, la nota battuta di Totò “…io sono un uomo di mondo, ho fatto il militare a Cuneo”, avrà un nuovo e più profondo significato.
Dead Elephant, Lowest Shared Descent – Robotradio, 2008
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Chi è L'Alligatore
Collaboratore del sito di Smemoranda dal lontano 2003, quando scriveva recensioni musicali per la rubrica "Com'è Profondo Il Mare - Novità e ripescaggi musicali" all'interno di Scuole di Pace, spazio contro la guerra all'Iraq, l'Alligatore si autodefinisce un pacifista integrale con la passione del rock. Metà veneto, metà altoatesino (la madre è dello stesso paese di Lilly Gruber), è nato nei primi anni Settanta, lo stesso giorno del compleanno di Jack Kerouac. Se volete contattarlo: http://alligatore.blogspot.com/

