Langhorne Slim, Langhorne Slim
Sono i dischi come questo che vi risolvono la giornata. Avete caldo e siete scassati? Attendente la fine del lavoro per ricaricare le pile? Vorreste fare dello sport ma fuori piove? …e non vi piace lo squash. Non vi resta che far girare nel vostro lettore questa seconda prova del giovane folksinger americano, un disco energico e dolce allo stesso tempo, come ben segnala la sua copertina.
Si parte con un pezzo tra i Pogues e certi nostri Modena City Ramblers, “Spinning Compass” con violoncello e fisarmonica per mettervi subito a vostro agio, si passa ad un soul anni sessanta come il dolce-amaro “Rebel Side of Heaven” e si arriva al folk “Restless”, da inserire subito nel momento topico di un nuovo film ribelle (consiglio spassionato per giovani cineasti in cerca di buona musica).
Solo tre pezzi per raddrizzare la vostra giornata, ma il disco ne ha altri 10, tra i quali spicca la rapida e precisa “She’s Gone”, ottima per la fiesta del paese, la delicata e poetica “Colette” e la saltellante “The Honeymoon”, versione moderna del classico soul “Louie Louie” (ascoltare per credere).
Per chi ha amato Woody Guthrie e certo Bob Dylan, i Dream Syndicate e Steve Wynn. Qualche nome recente? Iron and Wine e Devendra Banhart.
Langhorne Slim, Langhorne Slim – Kemado, 2008
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Chi è l'Alligatore
Collaboratore del sito di Smemoranda dal lontano 2003, quando scriveva recensioni musicali per la rubrica "Com'è Profondo Il Mare - Novità e ripescaggi musicali" all'interno di Scuole di Pace, spazio contro la guerra all'Iraq, l'Alligatore si autodefinisce un pacifista integrale con la passione del rock. Metà veneto, metà altoatesino (la madre è dello stesso paese di Lilly Gruber), è nato nei primi anni Settanta, lo stesso giorno del compleanno di Jack Kerouac. Se volete contattarlo: http://alligatore.blogspot.com/

