Mauve, Kitchen Love
A colpirti subito è l’eleganza tipica della label milanese, con quello splendido cartonato: una donna dai capelli rossi persa nei suoi pensieri dentro un’enorme tazzina da caffé (o forse è il contrario? Una normale tazzina da caffé con dentro una donna dai capelli rossi rimpicciolita che pensa come tornare grande?). Poi, apri la confezione, vedi il libretto interno altrettanto bello e finalmente ascolti i suoni. Suoni liquidi e sognanti, con staffilate noise da risvegliare i morti.
Si va dalla ritmica da impazzire (vero sbatticoda per i miei gusti) di “Santiago” all’inebriante, rilassate, giocattolosa “Electronic Scales”, si cita il loro attore mito Sean Connery con l’omonima strumentale cavalcata lisergica e si ricorda il “poeta maledetto” Cesare Pavese nella conclusiva “Last B.”, ci si diverte con “Butter” e si sale in alto con “Canterbury”.
A tratti lento e riflessivo, a tratti ironico e intrigante, l’allegro terzetto di Verbania si rivela un abile costruttore di vere e proprie pop-song per i nostri giorni. La brezza del lago li rende malinconici e allo stesso tempo frizzanti. Spero si mantengano così per i prossimi trent’anni…
Mauve, Kitchen Love – Canebagnatorecords/Jestrai, 2008
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Chi è L'Alligatore
Collaboratore del sito di Smemoranda dal lontano 2003, quando scriveva recensioni musicali per la rubrica "Com'è Profondo Il Mare - Novità e ripescaggi musicali" all'interno di Scuole di Pace, spazio contro la guerra all'Iraq, l'Alligatore si autodefinisce un pacifista integrale con la passione del rock. Metà veneto, metà altoatesino (la madre è dello stesso paese di Lilly Gruber), è nato nei primi anni Settanta, lo stesso giorno del compleanno di Jack Kerouac. Se volete contattarlo: http://alligatore.blogspot.com/

