Merz, Moi et mon Camion
La mia amica Vale, che me l’ha fatto conoscere, aspetta da marzo un mio parere. Sì, è da marzo che ascolto questo magnifico cd e non riesco a scriverne nulla. Difficile scrivere una recensione su di una cascata, o su di un fiume, o su di un pesce. Infatti il terzo disco di Merz (al secolo Conarad Lambert) ha la forza della natura. Sembra la perfetta colonna sonora di un film Novelle Vague.
Comincia con il rumore di un motore che parte (è quello del camion con il quale ha fatto numerosi traslochi, dicono) e una musica soave tipo i primi Belle & Sebastian o certo Steve Wynn, prosegue con la corale e lenta “Call Me” per poi abbracciarti con un’ipnotica cure-song da star male (nel senso positivo del termine) “Shun (Sad Eyed Days)”. E siamo solo al terzo pezzo. Il resto sono pop-song senza tempo con le vette di “Malcolm”, cullante e notturna con magici inserti di tromba, “Silver Moon Ladders”, da suonare intorno al fuoco in questi giorni quando cala il sole, “Lucky Adam”, una canzone da far ballare anche i fiori, “Cover Me”, gioiello pop alla Nick Drake, e la finale “The First & Last Waltz”, ironica e malinconica come piace a me.
Sì, cara Vale, questo è un disco che vale (scusate il gioco di parole d’avanspettacolo, ma oggi butta così).
Merz, Moi et mon Camion – Grőnland Records, 2008
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Collaboratore del sito di Smemoranda dal lontano 2003, quando scriveva recensioni musicali per la rubrica "Com'è Profondo Il Mare - Novità e ripescaggi musicali" all'interno di Scuole di Pace, spazio contro la guerra all'Iraq, l'Alligatore si autodefinisce un pacifista integrale con la passione del rock. Metà veneto, metà altoatesino (la madre è dello stesso paese di Lilly Gruber), è nato nei primi anni Settanta, lo stesso giorno del compleanno di Jack Kerouac. Se volete contattarlo: http://alligatore.blogspot.com/

