Musica e Libri
17/03/2008
Le Imperdibili Recensioni dell'Alligatore: PHIDGE
DUE CHIACCHIERE SUL MIO BLOG CON I PHIDGE


di L'Alligatore

È stata Ia mia prima intervista in diretta sul blog e per quel che mi risulta la prima intervista in diretta su di un Blog della Storia d’Italia (e Antille Francesi). Per farlo ho scelto una giovane band di Bologna come i Phidge, con un cd d’esordio estremamente interessante quale "It's all about to tell", licenziato da pochi giorni dalla giovane e indipendente Riff di Bolzano.

Ci siamo dati appuntamento per giovedì 28 febbraio 2008 alle 21,00 sul Blog dell’Alligatore, ho postato la prima domanda e loro hanno risposto coinvolgendo pure i fans invitati, che a loro volta facevano domande, intervenivano, rispondevano alle domande degli stessi Phidge. Un caos calmo davvero divertente, un gioco durato fino alle 23,25, ora dell’ultimo post.

Quella che segue è una sintesi con le fasi salienti dell’incontro, con il classico e se volete reazionario (io sopra tu sotto…) domanda e risposta. Il resto, iconoclasta, spontaneo, libero come è tipico delle fasi pionieristiche del web, si può ancora leggere sul blog andando nei post (e potete ancora dire la vostra, all’infinito …)

Dodi Germano (voce e chitarra), Riccardo “Fedro†Fedrigo (cori, chitarra), Nicola Di Virgilio (basso), Simone Cavina (batteria) sono i Phidge, ecco cosa ci hanno detto.

CHI SONO I PHIDGE?

Hey, fratello…siamo una band di rock’n’roll, ok? (è abbastanza garage, così?)… se volessimo improvvisarci seri, potremmo definirci quattro ragazzi uniti da amicizia e passione, che si sono ritrovati all’inizio del 2003 col proposito di cercare di scrivere insieme dei bei pezzi e di portarli in giro…che detta così non è che sia una risposta particolarmente stuzzicante…una cosa interessante però te la possiamo dire: quando abbiamo scelto il nome, ci siamo semplicemente rifatti al soprannome di un nostro amico che era seduto di fianco a Fedro in quel momento. Anni dopo abbiamo scoperto che in un qualche gergo yankee ‘phidge’ ha un significato che all’incirca suonerebbe come “la minima quantità di qualcosaâ€, traducibile col lombardo “Cicininâ€, per capirci…pensa un po’…
INTERESSANTE COME SIA NATO CASUALMENTE IL NOME DELLA VOSTRA BAND … E LE CANZONI? COME NASCE UNA VOSTRA CANZONE? PRMA LA MUSICA O PRIMA LE PAROLE? E’ COS CASUALE ANCHE QUESTA?

Beh, intanto se nasce è già una gran buona notizia!!! Non credete a quei gruppi che dicono “Oh, sai quel pezzo? L’abbiamo scritto in tre secondi…†e tutti in brodo di giuggiole a pensare che sono dei geni…NON E’ VERO!!!! O, meglio, a noi non capita mai…sigh…diciamo che da qualche anno abbiamo messo la regola che si lavora a un pezzo solo quando ci sono sia un’idea armonica (gli accordi) che un’idea di voce e si portano avanti contemporaneamente.
COME SONO NATE QUELLE DEL VOSTRO RECENTE CD?

Metà dei pezzi erano già stati registrati nei precedenti demo, ma a parte “Dawning Disaster†e “Still the Same†li abbiamo sottoposti a un restauro piuttosto radicale, rendendoli più scorrevoli e leggeri: basti pensare che “Waves†nasceva con un attacco quasi grunge e con una parte centrale violentissima, mentre “O-Ren Ishii†era un pezzo hardcore quasi a-melodico! I pezzi nuovi sono più giocati sull’intensità e sulle dinamiche piuttosto che sui cambi di registro. “Bloke†e “Colors†sono brani che grondano sangue!!! Sono figli dei percorsi perversi che ti dicevamo prima: mesi e (letteralmente) mesi di lavoro sulla parte strumentale e poi tutti e quattro a guardarci come dei pirla e a ripeterci: “Eh, adesso ci vorrebbe una parte di voce…eh…eh…eh, sì…già…â€. Poi le parti sono saltate fuori, però a che prezzo…La voce di “Colors†è nata la notte prima di venire registrata!! “Sparrows†è una storia diversa, perché è stata scritta a tre mani e cantata a tre voci (Fedro, Dodi e Jonathan dei Settlefish). Quindi è stata composta in tre momenti differenti. È un po’ un brano-Frankenstein, ma ci piace un sacco.
VEDO UN SACCO DI VIDEO ONLINE IN QUESTI GIORNI. E’ UNA VOSTRA STRATEGIA PUBBLICITARIA O UN CASO?

È colpa di Fedro. Devi sapere che lui ha speso la sua adolescenza a intripparsi coi retroscena dei grandi gruppi del rock: sa tutto di quello che è successo ad ogni singolo membro degli U2 dal 1990 al 1998 (degli anni precedenti e successivi ha comunque un’ottima conoscenza complessiva), conosce a memoria gli atti del processo contro l’uomo che ha ucciso la madre e la zia di Dave Navarro, ricorda la genesi dei brani dei Radiohead molto meglio di Thom Yorke, sa tutto quello che c’è dietro ogni parola scritta da Hendrix, potrebbe parlarti per ore delle adolescenze di Johnny Rotten e di Kurt Cobain e se poi commetti l’errore di nominargli Lennon…una patologia del genere non poteva che portarlo a venire in possesso di tutto il materiale video riguardante tutti questi mostri sacri…e dopo tutte quelle ore e ore di proiezione (tutt’ora si commuove davanti agli 8 DVD di “Anthology†dei Beatles che guarda sempre rigorosamente dal primo all’ultimo senza interruzioni) ha maturato la certezza che chi si avvicina al lavoro di una band inevitabilmente inizierà a voler sapere su di essa più cose possibili. Quindi, se in giro per la rete trovate tutti ‘sti video, è solo grazie al fatto che Fedro è convinto di farvi un favore. Ringraziatelo. O perdonatelo, se potete.
QUINDI UNA SPECIE DI HOBBY DI FEDRO … MA IN GENERALE COME USATE INTERNET DA MUSICANTI?

Come mezzo di promozione lo usiamo con relativa parsimonia: inevitabilmente utilizziamo MySpace, perchè consente di avere una vetrina aggiornabile in pochi secondi, ma ci guardiamo bene dall’inondare la rete con informazioni inutili. A livello di diffusione della nostra musica invece, per ora Internet non è il canale primario: anche perché in fase di registrazione e masterizzazione, con l’aiuto rispettivamente di Bruno Germano e Carl Saff, abbiamo puntato moltissimo sulla qualità dei suoni, e pensare che il nostro disco venga ascoltato soltanto in formati compressi dalle casse del computer ci fa storcere il naso e non poco. Saremo all’antica, ma che ci volete fare?
(dài dibattito …!)

CI VORREBBE NANNI MORETTI … E DA UTENTI COME USATE INTERNET?

Lo usiamo parecchio: soprattutto a livello informativo, perché consente una selezione dei contenuti dal lato attivo. Però con le antenne sempre dritte: basta rendersi conto che il fatto che tutti possano dire di tutto impone un innalzamento della soglia di attenzione e del senso critico!

In più, grazie ai forum e al P2P, Fedro è venuto in possesso di una quantità impressionante di GB di roba che a metà degli anni ’90 poteva solo sognarsi…tutti quei backstage…
...e poi c'è il blog dell'Alligatore!

VENITE DA BOLOGNA, CITT RICCA DI TRADIZIONI MUSICALI MOLTO FORTI, COME TUTTA LA VOSTRA REGIONE. MI SONO SEMPRE CHIESTO IL PERCH DI QUESTO SUCCESSO DEI MUSICANTI EMILIANI. E VOI, VE LO SIETE MAI CHIESTO? GIANLUCA MOROZZI HA SCRITTO UN LIBRO SULL’ARGOMENTO …

Eeehhh, caro Alligatore, la pianura è fertile…
…?! AVETE CONTATTI CON ALTRI ARTISTI DELLA VOSTRA CITT ? E DI ALTRE?

Quello dei contatti con altri règaz è uno degli aspetti più belli di questa cosa di essere in una band… con tanti gruppi ci sono proprio rapporti di amicizia. A parte i Settlefish – Nick ne ha fatto parte e Bruno, oltre a essere il nostro produttore, è il fratello di Dodi, che nella sua precedente band sudava in sala prove con Paul Pieretto e Federico Oppi! – ultimamente siamo in stretto contatto coi CUT, che non finiremo mai di ringraziare per il release party del Covo, e coi Disco Drive, che accompagneremo sul palco del Locomotiv il 4 aprile; comunque qui a Bologna ci si conosce quasi tutti, ben lieti di darsi una mano a vicenda quando serve! Anche in giro per l’Italia però ci siamo sempre divertiti alla grande con chi condivideva il palco con noi: i primi che ci vengono in mente sono gli Entrofobesse, ragazzi siciliani con un cuore che non sta in un grattacielo!
“IT’S ALL ABOUT TELLâ€, PERCH QUESTO TITOLO?

C’è una specie di doppio senso…di doppio intento. Un aspetto è proprio letterale, nel senso che alla fine tutta ‘sta storia di scrivere canzoni, di fare concerti, dischi, interviste, domande, risposte…sta tutto nel comunicare, è tutto un fatto di esprimersi…ma anche di saper distinguere (prima ambiguità…abbiamo sbagliato, è un triplo senso)…Tell sta per “Direâ€, ma anche “far distinzioneâ€; c’è un intento vagamente polemico, nel senso che uno può dire quello che vuole ma dipende anche da chi ascolta e allora si tratta anche di saper scegliere gli interlocutori…poi invece l’altro aspetto è più semi-filosofico: mentre registravamo il disco ci siamo resi conto di quanto fosse magnifico quel momento: eravamo lì a cercare di fissare nel miglior modo possibile le canzoni a cui lavoravamo da anni, nella speranza di pubblicarle, di farle sentire…di farne un disco, ma ti rendi conto?!?!? Cosa significa, per uno che non ha mai fatto dischi, ma che ha sempre sognato di farne, stare per fare il primo disco?!!? Essere proprio lì in studio che stai dando tutto quello che hai per fare la cosa che aspettavi tutta la vita di fare?! E quello è il momento in cui sei in procinto di sparare la tua bomba, è lo “STARE PER†supremo, proprio tipo il calciatore che alza la gamba più che può prima di sparare la palla verso la porta, l’elastico che si tira la massimo!! E in inglese, ‘stare per’ si dice ‘about to’, quindi in questo senso il titolo dell’album può essere interpretato come “tutto sta per rivelarsiâ€â€¦così…
PERCH QUESTA COPERTINA, CHE RICORDA MOLTO LO STILE DEL DISEGNATORE SERBO ALEXANDER ZOGRAF? SE NON SBAGLIO OPERA DI TUONO PETTINATO?

Sì, con Tuono siamo amici da anni e a lui dobbiamo l’invenzione del nostro Franco, l’omino che compare sulla copertina. L’immagine vuole trasmettere un senso di ricerca della serenità, un po’ ingenua e un po’ malinconica. Che è poi quello che passa attraverso la nostra musica. Almeno, a noi piace pensare così…tu che dici?
S , A ME SEMBRA UN PERSONAGGIO STRALUNATO, INGENUO, CHE SI CHIEDE PERCH CAPITATO IN QUESTO MONDO …
AVETE SCELTO UN’ETICHETTA BOLZANINA COME LA RIFF. ALLORA NON SI ASCOLTA SOLO LO JODEL DA QUELLE PARTI …COME VI SIETE INCONTRATI?

Quando intasavamo le buchette delle lettere delle labels coi nostri demo, percepimmo un interesse da parte dei ragazzi di Riff che andava ben al di là delle solite frasi di circostanza cui ci eravamo nostro malgrado abituati: così rimanemmo in contatto, anche durante le registrazioni del disco, alla fine delle quali ci chiesero di ascoltare i mixaggi, poi ci ascoltarono dal vivo e il giorno dopo eravamo nel loro roster! Bello, no?…a Bolzano decisamente non si ascolta solo jodel; c’è una grande voglia di fare, i ragazzi della Riff lavorano come dei pazzi per portare più alla luce possibile un movimento indie che cova sotto la cenere. Abbiamo amato subito il loro progetto, dato che, per motivi diversi, siamo entrambi due realtà che stanno tentando di salire di livello, di uscire dall’anonimato. Ci stiamo usando a vicenda, loro per ampliare il loro raggio d’azione fuori dalla loro zona, noi per andare alla conquista dell’Impero austro-ungarico!
FACILE TROVARE UNA LABEL PER UN GIOVANE GRUPPO ROCK?

No, è un casino. Le proposte sono tantissime, di gruppi ce n’è un’infinità e, nonostante le migliaia di possibilità comunicative offerte da internet, avviare contatti è difficilissimo. Anzi, forse un po’ di colpa ce l’ha proprio questa possibilità smodata di comunicare: più canali, più proposte, meno tempo per vagliarle… E allora bisogna rimboccarsi le maniche, sudare in sala prove e sui piccoli palchi: e magari avere l’umiltà di proporsi a una label solo quando si ha già un progetto pronto per essere lanciato!
VI SENTITE PI UNA BAND DA STUDIO O DA LIVE?

Boh…sinceramente amiamo veramente tanto entrambe le situazioni…chiaramente sono contesti molto diversi, dal vivo c’è la questione fisica, lo scambio col pubblico…è molto intenso, noi siamo un gruppo che sul palco non si risparmia, diamo sempre tutto e probabilmente il pubblico questa cosa la percepisce…quindi si instaura una specie di scambio e alla fine dei concerti si respira spesso una sorta di sentimento reciproco di gratitudine. In studio abbiamo la possibilità di sperimentare suoni, arrangiamenti. Se ti piace il luogo in cui ti trovi e sei convinto di quello che stai facendo, stare in studio diventa un piacere, una specie di festa. Grazie alla grande amicizia e alla stima che c’è fra di noi e il nostro produttore Bruno Germano, i giorni delle registrazioni sono stati bellissimi…non andavamo mai a dormire! E poi i Vacuum studios sono veramente ben frequentati, a qualsiasi ora del giorno e della notte spuntavano membri dei Settlefish, dei Disco Drive, dei Cut. È come essere a casa.

Comunque una vera band eccelle in entrambe, poche storie!
QUALI SONO LE VOSTRE ESPERIENZE LIVE E COSA AVETE IN PROGRAMMA NEI PROSSIMI MESI?
Quando ci siamo formati avevamo un disperato bisogno di fare esperienza e abbiamo cercato di accumularne il più possibile…abbiamo suonato tantissimo dalle nostre parti, ma anche in Lombardia, Trentino, Umbria, Abruzzo, Campania, Sicilia…poi alcune esperienze ci piace trattarle come un fiore all’occhiello, come il Festival dell’Amicizia di Gorazde in Bosnia, dove suonammo a un anno dalla nostra formazione davanti a una folla oceanica inspiegabilmente in delirio, e gli inviti al Six Day Sonic Madness e al Neapolis Festival; ma in fondo, le più appaganti sono state l’abbraccio del Covo il giorno dell’uscita del disco e il calore dei ragazzi siciliani durante il mini-tour dell’estate scorsa. Adesso stiamo organizzandoci insieme a Riff per suonare in giro il più possibile: si parte il 21 marzo da Ora (Bolzano), poi Merano, Udine, Bologna…date un occhio al nostro myspace, perché non mi ricordo altro!

MI RICORDATE MOLTO I PEARL JAM. SI TRATTA SOLO DI UNA DELLE SOLITE MASTURBAZIONI MENTALI DELLA CRITICA O VI SENTITE VICINI ALLA BAND DI EDDIE VEDDER?
Come attitudine magari sì, perché ci sentiamo vicini a chiunque suoni col cuore in mano, e da questo punto di vista Eddie e soci sono maestri. Magari a livello di suoni e di songwriting non è un modello in cui ci riconosciamo troppo: ma in fondo non vogliamo togliere il mestiere ai critici, restiamo in incuriosita attesa del prossimo accostamento!

A PROPOSITO DI EDDIE, COSA PENSATE DELLE SUE NETTE PRESE DI POSIZIONE POLITCHE, IN PARTICOLAR MODO CONTRO AL GUERRA E CONTRO L’USCENTE PRESIDENTE BUSH?
Direi che condividiamo entrambe le posizioni, ma non credo che noi assumeremmo mai l’etichetta di gruppo militante…non per faciloneria, ognuno di noi ha le sue idee e non ha problemi particolari ad esprimerle, ma da qui ad avere delle opinioni di gruppo…vabè, ma c’è da dire che sono poi questioni che si pongono prevalentemente quanto una band diventa abbastanza famosa da fare opinione…e non mi pare proprio il nostro caso!!!
Comunque massimo rispetto per chi prende posizione senza secondi fini, cosa che non crediamo assolutamente riguardi Eddie Vedder, a giudicare dalla sua storia.

E DEL FILM “INTO THE WILD†DEL QUALE EDDIE HA SCRITTO LA MUSICA? IO L’HO TROVATO UN FILM SPIAZZANTE, CON UNA COLONNA SONORA MOLTO INTENSA, PARTE INTEGRANTE DEL FILM, COME SI FACEVA NEGLI ANNI ’70. L’AVETE VISTO? MOLTO ANNI ’70 ANCHE COME IMMAGINI E SPIRITO …
A me è piaciuto molto quando ammazza i Russi.. E poi fico alla fine il duello con le spade laser.. :-)
Si scherza eh! E' che non l'abbiamo ancora visto, ma ne abbiamo sentito parlare benissimo, anche della colonna sonora: giurin giuretta, ci metteremo in pari a breve!
SE NON AVETE ALTRO DA AGGIUNGERE IO AVREI CONCLCUSO …
Baci immensi a tutti quanti!
Grazie Ally

GRAZIE A VOI PER AVER CORAGGIOSAMENTE ACCETTATO L’INTERVISTA, E UN ALTRO GROSSO GRAZIE ALL’AMICA PRESS SHEEP PER AVER FATTIVAMENTE CONTRIBUITO ALLA SERATA CON LA SOLITA PROFESSIONALITA’ E SIMPATIA, ALLA RIFF E A TUTTI GLI INTERVENUTI CHE NON NOMINO PERCH SI POSSONO TROVARE DIRETTAMENTE SU QUESTA PAGINA DEL MIO BLOG CON LA SERIE COMPLETA DEGLI INTERVENTI: http://alligatore.blogspot.com/2008/02/intervista-ai-phidge.html
VAI AL MYSPACE DEI PHIDGE http://www.myspace.com/phidge
VAI AL SITO DELLA RIFF http://www.riffrecords.it/

22/05/2012
Da vedere: Il pescatore di sogni
Di solito è difficile apprezzare le traduzioni dei titoli dei film stranieri in italiano, però a questo giro ammet...
21/05/2012
Le imperdibili recensioni dell'Alligatore: Heike Has The Giggles
Con il capello da marinaio e con la maschera dell’Uomo Ragno, con il berretto da Babbo Natale, con le orecchie da r...
15/05/2012
Da vedere: Chronicle
Found footage, ecco la parola magica. Ehm, andiamo con ordine. Siamo nel tempo di youtube e dei cellulari con v...
13/05/2012
Le imperdibili recensioni dell'Alligatore: Sir Frankie Crisp
Vengono dal Salento, ma non hanno a che fare con la pizzica, la taranta, o con i nuovi suoni che questa calda zona...
11/05/2012
Da leggere: The Death-Ray
Avete mai avuto la sensazione di essere diversi, sbagliati, che non avreste mai trovato il vostro posto nel mondo?...
03/05/2012
Le imperdibili recensioni dell'Alligatore: The Softone
“Horizon Talesâ€, storie di confine, storie di vita e di morte, un concentrato acido di rock scuro, ballate folk, ca...
30/04/2012
Da vedere: The Avengers
La prima cosa che ci hanno insegnato i supereroi Marvel è: da un grande potere derivano grandi responsabilità. Non...