Primochef del cosmo, s/t
Primochef del Cosmo, curioso nome per questa giovane band sarda. Nome di stretta ascendenza culturale, da un libro di Stefano Benni, il mio libro preferito di Stefano Benni: “Il bar sotto il mare”. Un racconto che parlava del diavolo, del più grande chef francese e di una strana scommessa per la vita, mi hanno rivelato nell’intervista sul mio blog. Anche nella loro musica si sentono queste “cose”.
Sì, perché il gruppo mostra momenti da musica del diavolo e momenti da cantautorato classico di origine francese e perché ogni loro canzone sembra una scommessa per la vita. Prendete “wait for me”, sintesi perfetta tra cantautori forti e rock italico con una voce ispirate e chitarre rubate a Lou Reed. Prendete “per rispondermi”, dove sembrano i nuovi La Crus con questa canzone che ti entra dentro inesorabilmente tra giri di chitarra acustica e voce magica. Prendete “quello che ti ama”, scatenato sbatticoda gaudentemente rock (Ligabue prima maniera?) liberamente tratto da “Invisibile Monster” di C. Palahniuk e “Sciopero”, un breve scritto di Gioconda Belli.
Prendete qualsiasi pezzo del cd e respirerete cultura rock a pieni polmoni (anche grazie all’abile produzione artistica di Giovanni Ferrario, grande intenditore della musica del diavolo e delle sue chitarre celestiali). Prendete!
Primochef del cosmo, s/t – Desvelos/Audioglobe 2008
LEGGI Intervista ai Primochef del cosmo sul Blog dell’Alligatore
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Chi è l'Alligatore
Collaboratore del sito di Smemoranda dal lontano 2003, quando scriveva recensioni musicali per la rubrica "Com'è Profondo Il Mare - Novità e ripescaggi musicali" all'interno di Scuole di Pace, spazio contro la guerra all'Iraq, l'Alligatore si autodefinisce un pacifista integrale con la passione del rock. Metà veneto, metà altoatesino (la madre è dello stesso paese di Lilly Gruber), è nato nei primi anni Settanta, lo stesso giorno del compleanno di Jack Kerouac.

