CD
Sense Of Akasha, People do not know who rules â Riff Records, 2008
Per me è il disco dellâanno e per questo lâho messo per primo. Non lo dico perchĂŠ i Sense sono di Brunico, dove è nato lâamico Nanni Moretti (per caso, la madre del cineasta era in vacanza da quelle parti) e manco perchĂŠ sono altoatesini come mia mamma, lo dico perchĂŠ un disco cosĂŹ non lo ascolti tutti i giorni. Unâora di post-rock senza sbavature, con atmosfere sognanti, paesaggi incantati e momenti cinema molto David Lynch (vedasi anche il video ambientato in una valle).
I Sense sono un gruppo capace di canzoni fuori dallâordinario, fuori dai canonici tre minuti. Dilatano e ti dilatano. Pensiamo solo alla title-track che apre coraggiosamente il cd, con la voce di Ghandi a declamare (non per uno spot ruffiano) e una cullante pop-song da film (mi viene in mente Angelo Badalamenti) a farci sognare. Tutto il cd è cosĂŹ, fatto di dieci pezzi facili, costruiti con intelligenza, quasi da musica classica, ma con lâimmediatezza del pop. Ecco perchĂŠ potresti sentire una loro canzone fare da sigla ad una trasmissione tv, oppure come sottofondo di una mostra dâarte moderna.
Originali gli arrangiamenti e originale il luogo dove hanno registrato il cd: un casello ferroviario abbandonato. La copertina rossa mi ricorda Marte. In effetti, marziani i Sense of Akasha lo sono. Come tutti noi.
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Apuamater, 2076: il ritorno di Kristo â Corasong, 2008
Se cercate un disco per festeggiare il natale nel modo piĂš eretico e laico possibile, lâavete trovato. 2076, Cristo è ritornato sulla terra e al ritmo cyberfolk vi accompagnerĂ in un viaggio fantastico ricco di humor e protesta sociale. Giunti al terzo album, gli Apuamater (dalle alpi Apuane), hanno creato un concept-album originale e unico, capace di andare oltre il semplice cd con i canonici 8/10 pezzi. Dalla ritmica sbeffeggiante âCanzone per Lindoâ allâinno per partigiani di un nuovo vangelo âS. Paoloâ (celestiale quel clarinetto), dal perfetto pezzo pacifista âAl festival Cyberfolk di Romaâ con voce femminile e maschile che si fondono perfettamente insieme a âRadiovaticanaliberaâ da dove lanciare un messaggio libertario universale, è tutto un crescendo di suoni e parole tra lâonirico e il profetico. Non manca un accenno a Carlo Giuliani, da un live dallâemblematico titolo âFragole e sangueâ, a prima vista strano in questa âstoriaâ, ma poi, a pensarci bene ⌠E non manca mai la fisarmonica del cantante del gruppo Davide Giromini, magica come questo album.
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Artisti Vari, 17X60 â CNI/Amnesty International, 2008
La Dichiarazione Universale dei Diritti dellâUomo (la DUDU) compie sessantâanni e Amnesty International â Sezione Italiana, ha avuto la bella idea di festeggiarla con 17 canzoni sui/per/con i Diritti Umani. Diciassette artisti italiani hanno regalato un loro pezzo che assieme alla DUDU costituisce un cd bello ed elegante, utile e necessario, per niente banale o superficialmente buonista. Lâideale per camminare a testa alta nellâItalia dei nostri giorni. I musicanti sono: Ivano Fossati, Subsonica, Daniele Silvestri, Sud Sound System, Enzo Avitabile, Gianmaria Testa, Mariella Nava & Dionne Warwick, Samuele Bersani, Paola Turci, Giorgio Canali, Elena Vittoria, Eugenio Bennato, Max Gazzè, Modena City Ramblers, Niccolò Fabi, Antonella Ruggiero e Jovanotti.
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Beatrice Antolini, A Due â Urtovox/Audioglobe, 2008
Io sono innamorato di Beatrice Antolini. Mi sono innamorato di questa giovane musicante a partire dal suo album precedente, âBig Saloonâ, dove giocava con la voce e tutti gli strumenti in modo incantevole. Ora ha fatto il bis, con questo nuovo cd, che porta in giro per lâItalia da ottobre (andate a vederla, ne vale la pena). Scritto, arrangiato e suonato quasi tutto da lei, âA Dueâ è un vero concentrato di suggestioni psichedeliche in 10 funghetti magici. Mangiato il primo, âNew Mannerâ con un piano acido e la sua voce incantata/incantatrice, vorrete mangiare anche il secondo âFunky Showâ (molto vicino al primo cd) e il terzo âMorbidalgaâ (ballerete languidamente stretti a lei come Benigni e la Braschi in âDaunbailòâ), e il quarto âA New Room For A Quietâ, gran pezzo con tromba, piano, organo, giocattolo gotico tipo un fumetto della Ghermandi, e il quinto âŚ
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Dorian Gray, Forse il sole ci odia â Coconino Press/Audioglobe, 2008
Il destino scritto nel nome. I Dorian Gray non sono per niente invecchiati (anzi), sono ritornati dopo un bel poâ di assenza piĂš vivi che mai. Che ci sia il loro ritratto da qualche parte nascosto ad invecchiare? Di certo câè un nuovo cd, un cartonato elegantissimo firmato Coconino Press con un albo sopraffino disegnato da Igort. Un angelo nudo nella lunga copertina, una trentina di pagine da leggere e un cd da ascoltare. La band di Davide Catinari al meglio della forma a partire dalla title-track acida. Altri pezzi una spanna su tutti gli altri: âAnatomiaâ, suggestiva, corale pop-song in salire, âCrisalideâ, ecologica e sperimentale con tanto di tromba nel finale, âSalomèâ, pop intellettuale arricchito da archi classicheggianti. Tra i collaboratori due ospiti di riguardo, ultimamente sempre presenti nei progetti importanti: Giorgio Canali e Giovanni Ferrario.
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Glen or Glenda?, Causa mutuo â Autoprodotto, 2008
Nellâintervista sul mio blog hanno fatto registrare il record di post, ancora non superato da nessuno (272). Sono rimasti a postare fino a mezzanotte e mezza, scherzando, ridendo, bevendo. Questo la dice lunga su di loro e sullo spirito nellâaffrontare il music-business. I GoG? sono giovani trentenni che si autoproducono (giĂ al terzo cd) con molto sarcasmo e cultura pop. Il precariato nei loro testi (era inevitabile) e una vita da adulti che non vuole cominciare mai (figurati adesso, con la peggiore crisi dal â29). Titoli inequivocabili come âAmore cessato causa mutoâ, rock ironico sulle misere dei nostri tempi, âManciuriaâ, ritmico pezzo da radio alternativa, âLeaving Las Vegasâ, grande omaggio a quel film cult sul fallimento e lâalcolismo, âGiove in Toroâ, spensierato rock iconoclasta, inconsapevole e sarcastico come un Vasco Rossi degli inizi âŚtutto il resto è Sonic Youth. Non teneteli negli scatoloni cd cosĂŹ!
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Herself, Homework â Jestrai, 2008
Se volete un album di pop-folk-rock-noise suonato divinamente quasi tutto da solo (Herself è lo scrittore Gioele Valenti), divertendosi e con molta partecipazione emotiva (quasi in trance), questo âHomeworkâ fa per voi. Ma come? Vi chiederete, può convivere il pop con il noise, o il folk? Certo, la mia coda ne è testimone. Dovreste vederla dopo lâascolto di âKing Kongâ, inizialmente psichedelica, poi pop-folk con chitarra/voce sussurrata e ogni tanto delle staffilate di elettronica minimale. Oppure la dovreste toccare per sentire la pelle dâoca dopo âMeet Miriam At The Parkâ, dilaniato/dilaniante folk che mantiene le promesse del titolo con una magica chitarra a creare un tessuto sonoro dove sâinnesta la voce di Gioele⌠oppure âSpider Of The Deadâ, pezzo che ogni radio dotata di cervello dovrebbe trasmettere senza esitazioneâŚo âThe Oneâ, positiva, corale, ritmo e atmosfera perfetti (ti sembra di avere Gioele a due passi). Insomma, câè un equilibrio in questo disco fatto in casa, che se non lo ascolti non ci credi. Segnatevi sulla vostra smemoranda Herself, nuovo nome di casa Jestrai, label che ha giĂ percorso molte strade. Questa è quella giusta.
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Kobayashi, Kobayashi â Corasong, 2008
Kobayashi, come lâavvocato del cult-movie di Brian Singer âI soliti sospettiâ (lanciò Kevin Spacey nel 1995 assieme allâaltro cult âSevenâ, sempre nel 1995), come un premio Nobel per la fisica, come il giapponese medio (è uno dei cognomi piĂš diffusi nel paese del sol levante). Kobayashi, come questa band da Carrara che spacca nel modo giusto. Tra gli Afterhours e gli Offlaga Disco Pax (con molto meno cinismo dei primi e piĂš attitudine punk-rock del secondi), i Kobayashi hanno confezionato un esordio intenso e minimalista, acquistabile solo su Internet o in occasione dei concerti. 13 colpi ben assestati da far scatenare la mia coda ininterrottamente, tra i quali scelgo: âIn pieno invernoâ (ottima per lâultimo Salvatores per il pathos che emana), âEquilibristaâ agnelli-song fin da titolo (Manuel, of course), âIo non vorrei che voi camminaste sui pavimenti di tutti in cerca di ascolti proibitiâ (âŚ?! Cosa aggiungere?), âGioia inutileâ, canzone dâamore tra le piĂš belle dellâultimo decennio con una chitarra indimenticabile âŚ
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Luca Olivieri, La Quarta Dimensione â Ag Prod, 2008
La semplice copertina cartonata riproduce una conchiglia, davanti e dietro. Se lâappoggiate al vostro orecchio non sentirete il rumore del mare, ma della musica particolare. Solo musica (solo?), niente parole, però non vi mancheranno. Appoggiate pure e perdetevi nellâiniziale âAngelinaâ, vi sembrerĂ di ascoltare la colonna sonora di un bel film italiano impegnato, passate a âIl sogno di Napoâ dove la fusione tra strumenti tradizionali e inserti di elettronica vi daranno sensazioni liquide mai provate, e poi âLâAttesaâ, ottima per il momento culminante del film, quando il protagonista dice tutta la sua veritĂ . Farete cosĂŹ pure voi. Dodici pezzi strumentali, scritti per spettacoli teatrali e sonorizzazioni di film muti. Ă strano, almeno per me, ascoltare un cd senza parole. Ci si concentra di piĂš sulla musica, ovvio, e si esce da unâesperienza dâascolto diversa. Provatela anche voi.
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Massimiliano DâAmbrosio, Cuore di ferro â Emerald Recordings, 2008
Notti senza luna o racconti dâamore ai tempi del Folkstudio, âTeresa Batista stanca di guerraâ e âLa scuola piĂš strana del mondoâ (non è quella ammazzata dalla legge Gelmini, ma un pezzo tratto da una surreale poesia dellâamico Benni), Ferlinghetti e Garcia Lorca, la calda voce di Marino âThe Gangâ Severini e Kay McCharty a cantare in gaelico âŚquesti i temi, le ispirazioni, i personaggi, gli ospiti delle canzoni di Massimiliano DâAmbrosio, un cantautore che meriterebbe qualche spicciolo di notorietĂ in piĂš, oltre la cerchia degli intenditori. Di scuola romana (ha fatto in tempo a frequentare attivamente il Folkstudio negli ultimi anni di vita del mitico locale capitolino), cantautore classico con voce e chitarra (e un sacco di strumenti da riscoprire, dal bombardino al mandolino, dal banjo al bouzuki, il kazoo âŚ) è al secondo cd. Ă un sognatore capace di usare le parole. Ascoltatelo, se vi piacciono i cantautori puri.
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Samuel Katarro, Beach Party â Angle/Audioglobe, 2008
Quando il blues si lega alla psichedelica posso nascere album importanti. Ă il caso di questo strano, sbilenco, acido esordio di un giovane e minuto bluesman dalla provincia di Pistoia, amante dei Beach Boys (piĂš strafatti). Undici canzoni, undici momenti dâintensa follia e giochi di chitarra, che solo uno consapevole dei propri mezzi può permettersi. La voce in falsetto, certe atmosfere da saloon, prese di posizione intelligenti e disperate. Dal blues post-atomico di âFrom Texarkana to Texarkanaâ allâironico e affascinante âWicked childâ, dal magnifico e divertente âThe moonlight murders psychedelic bandâ (sic!) da Robert Johnson ai Gun Club, non dimenticando Nick Cave e Robert Wyatt âŚProdotto insieme a Marco Fasolo dei Jennifer Gentle, che ne ha curato pure il mixaggio (e si sente), âBeach Partyâ è il disco giusto per perdesi e ritrovarsi, smaltire una sbronza o una delusione dâamore. Ă un piccolo grande cult e Samuel un vero genio surrealeâŚ
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Stone Martens, Samizdat -The Biomass Strategy in Murderous Cows, 2008
Questo è un disco per chi ama le poesie di Cesare Pavese, la neve, il camino scoppiettante, Thom Yorke⌠Dalla Val di Non giunge a noi un cd autoprodotto, fatto con la bellezza artigianale che solo chi è agli inizi riesce ad ottenere. Un cartonato con paesaggi innevati come il loro trentino dâinverno e dentro sei pezzi di rock con venature psichedeliche molto in sintonia con la fredda stagione. Fredda stagione da passare in letargo sotto il piumone con canzoni come queste. Canzoni appese ai rami secchi di un albero senza foglie, canzoni come lâiniziale scampanellate âiâm the starâ, con un attacco di chitarra da brividi o âmorpheusâ (tutto dâorme dâinverno?), o âdevotionalâ, o âhoney & marbleâ sorta di âLâurloâ di Munch in musica, o âacid rainâ (che titoli ragazzi) o la conclusiva perfetta radiohead-song âa sea to drown inâ.
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Superpartner, Love Hotel â Pippola Music/Audioglobe, 2008
Una biondina tiene in mano un grande specchio tondo dalla cornice dorata nel quale si specchiano cinque ragazzi con facce e vestiti da anni Sessanta. Sono in un bosco autunnale, lâimmagine è ingiallita, assai vintage (come si dice oggi). La foto di copertina vale una presentazione. E poi il titolo dellâalbum, a stuzzicare la fantasia: âLove Hotelâ. Dentro dieci pezzi di pop elegante, tipo Belle and Sebastian (o i nostri Kech), con malinconie autunnali e scampanellii invernali. Dai cori beatlesoniani di âSong for Sarahâ allâintensitĂ di âLady Swimmerâ da ascoltare sorseggiando un the quando fuori piove, dal cantato solenne accompagnato da un organo beat di âSupernaturalâ alla title-track con chitarre Jimmy Page e buone vibrazioni, alla ritmica e ossessiva âTorture meâ (la mia coda si scatena) alla conclusiva âChic and shineâ con una melodia che sembra provenire lontana nel tempo e nello spazio. In definitiva, fra le cose piĂš incantevoli del 2008.
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DVD+CD
Live @ Panciu â Storia di un concerto in Romania
Di Salvatore Lucchesa
Con Guido Foddis, Cisco e lâArtaPanciu Rom Band
LâArtaPanciu Rom Band è una âscopertaâ del cantautore Guido Foddis, amico e collaboratore dellâultimo Cisco, vera e propria miniera dâidee musicali e solidarietĂ . Una ne pensa cento ne fa Guidone. Qui lo vediamo mettere insieme lâArtaPanciu Rom Band, gruppo musicale romeno, per un concerto nella cittadina di Panciu con Cisco grande protagonista. Un concerto fatto nel 2007 per unire la comunitĂ rom e non rom di Panciu. Dai colori vivi della campagna romena, tra cavalli e galline come in un film di Kusturica, si narra lâavventurosa messa in scena del concerto un poâ folk un poâ punk (e anche un poâ pulp), ma per niente fighetto. Foddis coordina, mette insieme la band e organizza il concerto, quasi come fosse nel film âThe Blues Brothersâ. Poi arriva Cisco e lâesibizione comincia. Con il dvd anche un cd, con 15 brani popolari della tradizione rumena tutta da scoprire e Cisco come Special guest âŚ
http://www.guidofoddis.it/index.php
LIBRI
Count Basie e Albert Murray, Good morning blues. Lâautobiografia â minimum fax 2008, pp.537
Un libro che sembra un film. Un film in bianco e nero dove senti la Storia scorrere implacabile e tante altre storie al suo servizio per arrivare a destinazione. Prenderete in mano questo libro e non lo mollerete piĂš. Ogni tanto, forse, darete unâocchiata alla copertina, dove Count Basie fuma e si riposa dopo aver suonato al suo piano, ma poi riprenderete incuriositi per sapere come andrĂ a finire. Il fitto narrare del jazz-man nero sâintreccia mirabilmente con quello di amici, musicanti, parenti, grazie allâabile lavoro del critico e saggista afroamericano Albert Murray. Un libro pubblicato negli States nel 1985, un anno dopo la morte di Count Basie, giunto a noi solo oggi grazie alla casa editrice romana che continua la pregevole pubblicazione di libri dedicati ai grandi della musica nera.
http://www.minimumfax.com/home.asp
Lorenzo âLerryâ Arabia e Gianluca Morozzi, Le radici e le ali. La Storia dei Gang â Fernandel 2008, pp.175
Manco io, che sono cresciuto a pane e Gang, mi ricordavo certi episodi della carriera (anche se parlare di carriera per i Gang è sbagliato, quasi sacrilego) dei fratelli Severini. Certi scazzi con il music-business e certe polemiche forti, che dimostrano in modo incontrovertibile come i Gang non sono stati una semplice band di rock (combat, punk, folk, canzone dâautoreâŚ), ma molto di piĂš. Senti il peso della cultura e della militanza politica, lo stare coerentemente da una parte senza curarsi degli interessi e senza compromessi, leggendo le pagine di questo libro. E poi ti chiedi: sono dei marziani? Dei masochisti? No, dei grandi musicanti, che, nonostante tutto, continuano a lottare e suonare con noi. Racconta la loro storia, Marino Severini, alternando voci di amici e addetti ai lavori. Curatori del libro sono il musicista Lorenzo âLerryâ Arabia e lo scrittore Gianluca Morozzi, da sempre appassionato di musica (vedi alla voce Bruce Springsteen).
http://www.fernandel.it/

