Musica e Libri
13/07/2007
Tutte le strade portano a... Omar
Direttore artistico dell'imminente Valtrompia Musicart 2007 e, da novembre, docente universitario in Comunicazione Musicale. Omar Pedrini ci racconta i suoi prossimi impegni "nonsoloRock"...

di Antonio Incorvaia

Dici «Omar Pedrini» e pensi a un sacco di cose: i Timoria, il Festival di Sanremo, "Lavoro Inutile", "Shock", Elenoire Casalegno, "Robin Hood", il cuore, la salvezza, la grinta, la forza di volontà...
Ci sono però altri due aspetti, magari meno noti al grande pubblico, che caratterizzano con la stessa rilevanza la sua carriera e la sua personalità: quello di direttore artistico e quello di docente universitario. Nel primo caso, sta per tenere a battesimo l'edizione 2007 del 'suo' Valtrompia Musicart (ex Brescia Music Art) che prenderà il via a Lumezzane venerdì 20 luglio, con anteprima di presentazione a Brescia martedì 17. Nel secondo, si prepara a tornare dietro la cattedra del Master in Comunicazione Musicale per la Discografia e i Media dell'Università Cattolica di Milano per il terzo anno consecutivo il prossimo autunno.
Così abbiamo colto l'occasione di una chiacchierata con Omar per approfondire proprio i dettagli di queste sue due 'attività parallele'...

Negli ultimi anni, e quest'estate soprattutto, stiamo assistendo ad un vivace proliferare di Festival musicali e artistici gratuiti o a prezzi molto contenuti. Pensi che sia una 'strategia' per risolvere i problemi dell'attuale discografia, una moda o il diffondersi di un nuovo approccio alla Cultura?
"In realtà, i Festival non hanno nulla a che vedere con il mercato discografico, che ha sicuramente i suoi problemi ma che deve risolvere da solo. Nel caso specifico del Valtrompia Musicart, il Festival è il palcoscenico di una contaminazione tra le Arti di cui la musica, di fatto, è solo uno dei tanti spunti e delle tante opportunità di espressione. Ai concerti veri e propri si alternano, infatti, mostre, racconti, letture, proiezioni e visite guidate: è una formula che ho sperimentato io per primo già dieci anni fa con il Brescia Music Art e che si è poi rivelata sempre più solida e sempre più vincente nel corso degli anni. Il prezzo ridotto del biglietto, in un'occasione di questo tipo, è fondamentale, e la scelta di consentire al pubblico un accesso gratuito o, comunque, poco costoso a tutti gli eventi è fortemente voluta per incoraggiare quante più persone a partecipare..."

Questa «contaminazione tra le Arti», anch'essa frequente nelle grandi manifestazioni estive dislocate un po' in tutta Italia, secondo te è ancora in fase di collaudo o si sta delineando piuttosto come una prassi vera e propria per cercare di risollevare le sorti del nostro panorama culturale?
"Penso che ormai sia diventata un'abitudine abbastanza consolidata e, quindi, una prassi a tutti gli effetti. Va detto, però, che questo ha avuto, purtroppo, anche una ripercussione negativa in termini di inflazionamento dell'offerta artistica: se all'inizio arrivava solamente da chi era più fortemente motivato in tal senso, oggi c'è anche chi tende ad adattarsi per motivi di immagine e di tendenza, senza un'autentica ispirazione. È un po' il rovescio della medaglia..."

Con che criterio scegli gli artisti e le iniziative del Valtrompia Musicart? E con quanto anticipo inizi a lavorarci rispetto al suo svolgimento tra la fine di luglio e l'inizio di agosto?
"Inizio a lavorarci sempre tra gennaio e febbraio, quindi con molti mesi di anticipo. La scelta degli artisti e delle iniziative viene fatta secondo diverse modalità: spesso sono gli stessi artisti che si segnalano e si propongono, e quindi esiste già una base di 'candidature' tra cui discernere, ma io stesso mi lascio incuriosire e stimolare da una mia ricerca personale. Come nel caso dello spettacolo 'Musi Neri', per esempio, che avevo visto a Padova e poi ho invitato al Festival, o di Simone Cristicchi con il suo progetto Centro d'Igiene Mentale. In generale, tutti gli artisti accettano sempre di partecipare con il massimo entusiasmo e cachet davvero simbolici, a testimonianza di quello che è il vero spirito dell'evento, cioè creare un'occasione di intrattenimento e di interesse per tutti..."

Venendo al tuo ruolo di docente al Master in Comunicazione Musicale dell'Università Cattolica, mi viene ironicamente da pensare a quando Groucho Marx diceva «Non mi iscriverei mai a un Club che avesse me tra i suoi soci»: che effetto fa ad un artista autenticamente "rock" come te trovarsi dietro una cattedra e per giunta di una Università Cattolica?
"Eh eh! Effettivamente, come ripeto sempre anche io, occupo questo posto un po' 'indegnamente', visto lo spessore delle persone che affianco... Per me è un impegno faticoso ma anche molto gratificante: essere chiamato 'Professore Rock' da studenti con un senso critico così forte e così sviluppato come quelli della Cattolica è una dimostrazione di affetto e, allo stesso tempo, una bella responsabilità! In realtà, io non appartengo necessariamente alla generazione del 'Sesso, Droga & Rock'n'Rollo': il mio rock è, piuttosto, quello di Lou Reed con Andy Warhol, di David Bowie o di John Lennon con Yoko Ono, un rock influenzato da profonde suggestioni artistiche e intellettuali. È vero che a 16 anni scappavo di casa per andare a tatuarmi o per andare all'estero, ma i miei studi hanno poi seguito un percorso classico e poi di Scienze Politiche: sono entrambe anime che mi appartengono e che coesistono tra loro..."

Ripensare il mondo della Musica e della discografia, viste le tematiche e gli obiettivi del Master, è quindi un compito che può spettare anche alle Istituzioni? E in che parte?
"Di fatto, credo in minima parte: le persone a cui ci rivolgiamo noi sono soltanto una piccola percentuale di coloro che poi lavorano o lavoreranno nell'industria discografica. Certo, siamo coscienti di avere di fronte dei ragazzi che però potranno avere il ruolo di Opinion Leader e veicolare una particolare forma di pensiero, e per questo la mia priorità è quella di insegnare loro a riscoprire il valore della Qualità. Oggi molti artisti e molti prodotti nascono al solo scopo di trovare un posto su uno scaffale e saturare il mercato: ecco, per uscire dalla crisi che il mercato sta attraversando la soluzione potrebbe essere proprio quella di puntare su pochi progetti ma di grande spessore..."

Valtrompia Musicart 2007 - Dal 20 luglio al 5 agosto
Per dettagli e per il programma completo degli eventi:
- Comunità Montana di Valle Trompia: tel. 030.8337422 | www.cm.valletrompia.it
- Ellisse Comunicazione ed Eventi: tel. 030.3531950

Vai al Sito Ufficiale di Omar Pedrini

Promo Photos 2006 - © Copyright OMAR PEDRINI

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