Le canzoni di Jim Jones (crew: Dipset; provenienza: Harlem, New York, Usa) parlano di vita balorda, soldi e donne. Niente di nuovo, direte voi: è da un pezzo che i rapper ci raccontano queste cose, spesso superando il limite del ridicolo. Il bello è che Jim Jones se ne frega, del ridicolo. Il suo approccio all'hip-hop è talmente carico, talmente tamarro che risulta davvero divertente: al diavolo tutto, mettetevi comodi e godetevi il viaggio. Ovviamente, pompato da bassi potenti e super-compressi, di quelli che sfondano le casse (e ci mancherebbe).
Le chicche sono canzoni con ritornelli che non hanno bisogno di traduzione tipo "pussy is my medicine" o "we pop champagne ooh-hoo / we pop champagne ooh-hoo" (altro che crisi economica!). Per chi pensa che questa roba stia ammazzando il rap americano, Pray IV Reign sarĂ l'incarnazione musicale del male. Per molti altri sarĂ un disco da consumare. Io voglio la suoneria.
(E alla fine Jim non è neanche così poco consapevole come sembra: la foto qui di fianco lo ritrare durante un'iniziativa per sensibilizzare i giovani americani sul problema della diffusione dell'Aids...)
Jim Jones
PRAY IV REIGN
Sony

