Il povero Marylin Manson ha avuto un periodo mica tanto facile, negli ultimi anni: vi ricordate? Si era lasciato con Dita Von Teese e quindi nel 2007 era stato bello depresso, si era drogato molto e aveva fatto uscire quel disco un po' triste che si intitolava Eat me, Drink me. Adesso però sembra essersi ripreso, o almeno questo è quello che viene da pensare quando si leggono i titoli delle canzoni del suo nuovo album. Fra i migliori ci sono (traduzioni libere) "voglio ammazzarti come nei film", "mostro immortale" e "bella come una svastica". In pratica, roba che fa sorridere ancora prima di mettere il cd nel lettore.
Marilyn Manson ha dichiarato che questo settimo disco di studio, The high end of low, è un ritorno al suo periodo più classico, quello fine Novanta (Antichrist Superstar per intenderci). Non si può dargli torto, ma in effetti non è che la sua musica sia cambiata molto nel corso degli anni. Rimane un bel mistone di chitarroni metal e pop sintetico, sotto una pesante maschera glam. E a proposito di radici glam, non sorprende neanche una canzone come Running to the edge of the world, in cui ti sembra di aver sbagliato cd, e di averne messo su uno di David Bowie.
The high end of low è davvero classico Marylin Manson. Ora, quello che vi dovete chiedere è se vi interessa il classico Marilyn Manson, un personaggio abbastanza cheap, a pensarci: un signore triste un po' e tossico molto, con la faccia dipinta, che cerca di fare paura agli ascoltatori senza riuscirci. Eppure ci sta simpatico: ci fa divertire, con le sue ballatone da romantico maniaco omicida e le schitarrate dark. Paradossalmente, è molto più vero e serio lui di molti altri.
Marilyn Manson rimane uno dei fenomeni più inspiegabili del pop dell'ultimo decennio. E in questo ultimo The high end of low, come al solito le idee sono poche. Però, come al solito, il vecchio Brian Warner riesce lo stesso a cavarsela con notevole eleganza. Cioè, scusate, forse eleganza non è la parola giusta...
Marilyn Manson
The high end of low
Interscope

