Sono passati dieci anni da Play, dal momento in cui Moby ha trovato il successo con la sua musica e -diciamo- si è un po' seduto sugli allori. A partire dal 1999, il signor Richard Melville ha buttato fuori dischi che avrebbero potuto tranquillamente chiamarsi Play n°2, Play n°3 eccetera. Quindi, mentre spacchetti il nuovo cd Wait for me inevitabilmente ti chiedi se ti troverai davanti l'ennesimo sequel. Bè, stavolta le cose sono cambiate. Non troppo, per carità , appena un pelino.
Wait for me, Moby l'ha registrato nel mini studio che ha in casa, producendoselo da solo. E visto che non ha mai avuto la voce di Aretha Franklin, ha chiamato a cantare sul disco un po' dei suoi amici newyorchesi del lower east side. Il risultato? Canzoni molto più intime rispetto a quello a cui siamo abituati, ma anche malinconiche, tanto che alcuni pezzi sfiorano la depressione. Forse dentro questo album manca un singolo di sicuro impatto, ma l'atmosfera... bè, di quella ce n'è a pacchi.
Il primo video estratto da Wait for me è stato girato nientemeno che da David Lynch, e dunque vale la pena cercarselo su youtube per vedere un po' cosa ha combinato il regista di Eraserhead e Twin Peaks. Il pezzo, Shot in the back of the head, rende bene l'idea di come suoni questo disco. Anche se poi gli episodi migliori sono quelli in cui, ai sintetizzatori e alle vocine campionate di Moby, si appoggia un bel cantato caldo e malinconico. La musica perfetta da ascoltare a tarda sera con le cuffie sul divano di casa.
Dentro Wait for me c'è buona elettronica: leggera quanto volete, per carità ... ma Moby e la sua musica sembrano avere ripreso sostanza rispetto agli ultimi album. E questa è una buona notizia.
Moby
Wait for me
Edel

