La storia dei nuovi comici, che sul finire degli anni ’70 aveva voluto/dovuto rinnovare la commedia all’italiana, scontrandosi con essa frontalmente, proponendo degli attori/autori (Benigni, Moretti, Nichetti, Troisi, Verdone), portando il cabaret nella tv a colori, dovrà essere un giorno raccontata. Un capitolo di tutto rispetto spetterà pure a Francesco Nuti, comico di gran successo per più di due decenni, ora lontano dal set per seri motivi di salute.
Il libro di Norcini, scritto con la collaborazione di Stefano Bucci, Federico Magi e Roberto Beccalli, ricco di testimonianze, note, dati, fotografie, recensioni, ci mostra un autore umano, che ha lasciato ricordi positivi ad un sacco di colleghi (e sono veramente tanti). Non ricordavo tutti i suoi film e tutte le attrici “lanciate”, avevo rimosso la surreale esperienza con i Giancattivi come certe collaborazioni con nuovi comici ora sulla cresta dell’onda. Questo e molto altro regala il libro.
Memorabile il ricordo, tra i tanti, dello scrittore Sandro Veronesi, che riporta alla memoria la famosa gag della “minzione interminabile” (nel cult “Madonna che silenzio c’è stasera”, ma Nuti la faceva nei suoi live cabarettistici ad inizio carriera): mentre il comico urina descrive con la sua mimica eccezionale i vari stati d’animo, dal sollievo iniziale al panico più assoluto quando si rende conto che non riuscirà più a fermasi. Stan Laurel cita lo scrittore toscano, ma io penso anche al cinema demenziale del periodo. Ed è forse questa la caratteristica di Nuti, cioè quella di aver saputo unire la comicità dei grandi del passato con le novità del periodo.
Anche per questo manca al nostro cinema.
Matteo Norcini, Francesco Nuti. La vera storia di un grande talento – Ibiskos Editrice Risolo 2009, pp.268
IL SITO DELL’EDITRICE http://www.ibiskoseditricerisolo.it/

