E così, l’eclettico Bonfanti ha fatto un altro romanzo. Il primo vero romanzo, dice lui. Dopo aver scritto di musica su alcuni siti, aver fondato e diretto una label indipendente, la ILRENONSIDIVERTE (tra le sue produzioni migliori ricordo con piacere i milanesi Dilaila), si è buttato a capofitto nella letteratura. Un libro, un altro e ora un sacco di reading…
Questo suo nuovo scritto è più romanzo dell’esordio di due anni fa, “Tutto passa invano”, è vero: Sergio ha un futuro come ciclista, o almeno sembra. Va forte, poi però un brutto incidente... è l’inizio di una vita triste con un lavoro da magazziniere non entusiasmante, alcune relazioni con ragazze non soddisfacenti, pochi sbalzi, un nero appiattirsi sul nulla …ad aumentare la sua pena arriva pure il licenziamento (la crisi dei nostri giorni?). Non resta che un altro giro in bici. L’ultimo?
Bonfanti, con calma assoluta, con una “recitazione a togliere”, riesce a dare emozioni per chi ama la bici e le buone letture. Punti di forza sono un’atmosfera sospesa, un’attenzione ai personaggi, un’inquietudine sotto la sabbia. A tratti tondelliano, a tratti arfeliano, sembra un Troisi più malinconico trapiantato al nord. Promettente.
Roberto Bonfanti, L’uomo a pedali – Falzea editore 2009, pp. 157
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