Le spie sembrano essere passate un po' di moda, sia sui libri che al cinema. Forse solo il mito di 007 resiste, ma a fatica tra pochi alti e molti bassi. Sarà che al giorno d'oggi viviamo in un mondo in cui spiarsi a vicenda è roba di tutti i giorni, fra internet e social network. O forse che le agenzie di intelligence non hanno proprio collezionato gran figure, dall'11 settembre in poi. In ogni caso, spy story significa un genere ormai decadente, se non già decaduto. Eppure c'è ancora qualcuno che ci racconta grandi storie di spie. Magari, a fumetti.
Super Spy è un bel graphic novel, grasso più di trecento pagine, che rinverdisce i fasti del classico thriller spionistico. L'autore, l'americano Matt Kindt, ha costruito qualcosa come 37 racconti brevi che si sovrappongono e incastrano uno dentro l'altro. Ne viene fuori un bell' affresco ambientato nel periodo precedente la fine della seconda guerra mondiale, intorno alla metà degli anni Quaranta. Tante storie per tanti personaggi, gente apparentemente "normale" che nasconde segreti di importanza capitale.
La particolarità di Super Spy è rappresentata dal fatto che quelle raccontate sembrano veramente vicende di vita quotidiana, piccoli uomini con piccoli problemi, se non fosse che a un certo punto qualcuno inizia a sparare con la sua penna-pistola, oppure ingoia una capsula di cianuro pur di non interrogato dal nazista di turno. Ovviamente questa idea non varrebbe granché, se non fosse sostenuta da disegni pieni di stile, e da una grande abilità narrativa. Insomma, non per usare una frase fatta, ma Super Spy è un libro da cui è davvero difficile staccarsi, una volta iniziato.
Il primo libro tradotto in italiano di uno dei più grandi talenti del fumetto americano è un piccolo capolavoro. Se cercate un bel thriller spionistico per le vacanze estive, l'avete trovato.
Super Spy è edito da Rizzoli Lizard.

