Questo nuovo romanzo di Laura Pugno viene ad affiancarsi al precedente bellissimo “Sirene†per la capacità di creare un mondo letterario forte. È un libro dove il reale si mischia con il fantastico con naturalezza assoluta e ti trovi catapultato su di un territorio che non è reale ma non è manco fantastico: è quello dei libri, Calvino avrebbe apprezzato.
Prendete questa storia torbida (ma raccontata senza malizia) di Eva, ragazzina che vive in una roulotte con la madre. Subisce attenzioni particolari dall’amante di quest’ultima, vive a contatto con vagabondi ai margini della società e poi viene rapita da uno strano tipo, Ethan. Ethan, forse non a caso come uno dei fratelli Coen (sarebbero perfetti per fare un film dal libro), ha come lei delle strane macchie sul corpo e un potere di preveggenza straordinario anche se triste (ma non voglio dire troppo). Con lui capirà molte cose della sua vita, fino al tragico epilogo.
In questa sorta di viaggio iniziatico vistiamo luoghi tra il vero e il finto come stranianti centri commerciali o filmici motel, fiumi pieni di anguille, mercatini poveri e poetiche stazioni di servizio. Leggendolo ho pensato molto anche a tutto il cinema di Antonioni (non solo per il delta). Pure lui avrebbe trovato materiale per farne un buon film, quello che si vede leggendo voracemente pagina dopo pagina “Quando verraiâ€.
Brava Laura.
Laura Pugno, Quando verrai – Minimum fax, 2009, pp.123

