Checchino Antonini, Alessio Spataro, Zona del silenzio â minimum fax 2009, pp.168
Il sottotitolo del graphic novel recita: una storia di ordinaria violenza italiana. Ed è proprio la storia che senti leggendolo, la storia di Federico Aldrovandi, ma anche la storia del nostro Paese, di questi primi anni del nuovo millennio. La storia di unâindagine giornalistica come si faceva un tempo, con fame di veritĂ e coraggio.
Tutto viene raccontato in modo diretto, dopo il prologo con la notte passata in disco a Bologna dal giovane Aldrovandi e il ritorno alle prime luci dellâalba nella sua Ferrara, dove morirĂ in un giorno di settembre. A gennaio, il giornalista/topo (câè una bellissima antropomorfizzazione come in tanti altri noti fumetti della storia) del quotidiano Liberazione animale, sente parlare del blog della mamma di Andro e comincia la sua indagine giornalistica.
Scritto da Antonini con precisione dâaltri tempi, disegnato da Spataro con un taglio da giovane fumetto italico anni â80, presenta una Ferrara inedita, grazie anche alla prefazione di Girolamo De Michele, âFerrara, Italiaâ.
Si leggerĂ pure tra dieci/venti anni, perchĂŠ ha la forza di quei racconti di cronaca che diventano esemplari.
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