Duchesne, Studio illegale – Marsilio 2009, pp.318
La prima volta che ne ho sentito parlare è stato alla radio, sulle frequenze di Radio Base Popolare di Mestre, nello spazio del sabato pomeriggio di Ilaria “Press Sheep”, L’Ovile Letterario (già , l’Ovile). L’ascolto quasi sempre in streaming, perché all’interno del Franky's Motel, che si occupa di musica giovane, l’Ovile parla/legge nuovi interessanti scrittori. Be’, per farla breve, la lettura di alcune pagine di “Studio illegale” mi ha ricordato subito Pirandello e questo mi ha incuriosito.
Pirandello? Possibile? Un libro nato da un blog. Un libro ambientato nel bel mondo degli avvocati di Milano d’oggi. Degli avvocati d’affari milanesi. Tra compagnie straniere dai nomi anglosassoni e veleni sparsi a piene mani con sapiente ironia. Un libro di gran successo, tra l’altro. Sì, forse, leggendolo fino alla fine, Pirandello rimane sullo sfondo, ma resta quel sapore di Novecento che ancora non vuol passere, nonostante tutto.
“Mi chiamo Andrea Campi. Ho 30 anni. Sono un professionista serio. Ultimamente non sto molto bene”…no, il Novecento è ancora tra noi!
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