Musica e Libri
02/02/2009
Da leggere: Zanardi, vol.1
Il fumetto stracult di Andrea Pazienza in una riedizione a colori: la nostra recensione.

di Michele Rumor

Come si fa a parlare di Andrea Pazienza senza esagerare? Pazienza detto Paz è l'unica vera rockstar del fumetto italiano. Pazienza era un disegnatore, un eccezionale disegnatore che faceva fumetti fra gli anni Settanta e gli anni Ottanta. Era un mito dell'underground, pubblicato su riviste come Alter, Frigidaire e Il Male. Con le rockstar condivideva l'adorazione dei fan e l'approccio alla vita: bruciare in fretta, fra arte, sofferenza e godimento. E infatti l'eroina purtroppo se l'è portato via, più di vent'anni fa...

Questa è l'ennesima riedizione dell'opera più nota di Paz, e raccoglie alcuni dei suoi racconti più famosi in versione a colori. Sul piatto ci sono le avventure di tre personaggi storici del fumetto italiano Massimo Zanardi, Roberto Colasanti e Sergino Petrilli: tre studenti liceali fuori quota, tipi strafatti ma sempre sul pezzo, cinici ed egoisti fino all'eccesso.

Cosa fanno Zanardi e i suoi amici? Bè, principalmente si fanno, tormentano compagni e insegnanti, conducono piccoli traffici illeciti, corrono dietro alle donne con un certo successo; e, per divertimento, sono perfino capaci di mettere a fuoco la città.

Zanardi con il suo naso a becco d'aquila è rimasto indelebilmente scolpito nella memoria di una generazione; Pazienza diceva sempre, che quel personaggio era una scheggia impazzita della sua personalità, che rischiava di prendere il sopravvento perfino sul suo autore. E forse, in effetti, l'ha fatto davvero. Per fortuna.

Zanardi non è un libro a fumetti, è un pezzo di storia. L'imprescindibile introduzione all'opera del più rivoluzionario autore italiano della fine del secolo scorso. Per chi non ha mai conosciuto Andrea, è una lettura a dir poco obbligata. Fidatevi, sarà amore a prima vista.

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