Questo nuovo cd di Erin McKeown sembra un vinile. Dalla confezione, un pacchettino di carta chiuso bene con sapienza tutta femminile, alle splendide undici canzoni senza tempo, che potrebbero essere state scritte negli anni sessanta o vent’anni dopo da qualche genio del pop-folk–rock, tutto profuma di classico. Invece siamo nel 2009, le canzoni sono state scritte oggi, dalla ragazza, fenomeno musicale rigorosamente indipendente proveniente da casa Ani DiFranco.
Apro la confezione, timoroso quasi di romperla, e mi cade tra le mani un dischetto nero (sì, come un vecchio vinile). Mentre parte, annuso la carta con i testi e tutti questi schizzi di leoni e leonesse. La prima canzone mi ricorda i Gang, i Gang più folk e sognanti; s’intitola “To a Hammer”. Mi fa invece pensare a Billy Bragg “You Sailor”, sussurrata (solo a me) con la chitarra acustica ad accompagnarla e dei violini in coda. I Beatles (in particolare John) gli associo a “The Lions”, non solo per i coretti, come la finale “Samless”, con voce ispirata, la chitarra e un organo malinconico (è la “Yesterday” di oggi?). Insomma, la ragazza ha tanta sapienza musicale da riuscire a ricordare un sacco di musicanti rimanendo però alla fine lei, Erin McKeown, dal sorriso timido ma soddisfatto.
A fine ascolto mi accorgo di un grande disegno dietro ai testi. C’è un leone che sbadiglia sotto ad un arco con accanto una foca. Viene voglia di incorniciarlo quanto è poetico e ben curato. Ecco, ho trovato la definizione perfetta per “Hundreds Of Lions”: poetico e ben curato.
Erin McKeown, Hundreds Of Lions - Righteous Babe/Audioglobe 2009
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