Già la copertina dell’elegante cartonato, con quel cervo dipinto come un arlecchino che ti osserva fiero (poco prima di scappare nel bosco), dice molto della musica che racchiude: una naturale sorpresa all’inizio, un momento di raggelato silenzio, per poi scoppiare, canzone dopo canzone, in un colorato crescendo di emozioni. Insomma, per dirla alla critichese, il classico disco che cresce pezzo dopo pezzo.
Tredici perfette pop-song, dall’iniziale romantica elettronica minimale (molto anni ’80) “Clean Coloured Wire”, alla conclusiva “What Pushed Us Toghether”, buona per un Wenders-movies con il suo organo di elettrica magia, si resta sempre più conquistati. Pezzi forti sono “Brighter As Well Fall”, dove il quartetto onora il proprio nome (ingegneri sono) costruendo il classico muro di suono, “The Fear As Gone”, altrettanto potente, dopo un inizio sospeso a base di archi, “Emergency Room” vitale, ritmica, scattante (omaggio indiretto all’associazione di Gino Strada?).
Se fossero nati oggi gli U2 suonerebbero così. Ma gli Engineers non sono nati oggi, questo è il loro secondo cd (quasi rischiava di non uscire) e col tempo faranno grandi cose. “Three Fact Fader” è un’iniziale pesante traccia. Proviamo a seguire il cervo nel bosco...
Engineers, Three Fact Fader – K Scope, 2009
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