Feldmann è il progetto sonoro di Massimo Ferrarotto e Tazio Iacobacci, giunto al secondo cd, “Imaginary Bridge”, ricco di suggestioni e ospiti come l’immaginifica copertina di Laura D’Agate. Il duo di Catania ha infatti raccolto attorno a sé il meglio di quella scena viva e vivace che va da Marta Collica all’ex Bad Seeds Hugo Race (anche produttore). Il risultato: dodici perle sonore, spiccatamente blues, ma con innesti folk non da poco, con il grande Bukowski ad ispirare testi scarni ma efficaci e dei suoni lenti ed avvolgenti come del buon fumo denso.
Si entra subito nel vivo con “In the water” (sembra di salire in canoa per un viaggio nelle paludi della Lousiana con tanto di banjo e chitarre in primo piano). La voce di Marta Collica accompagna quella di Ferrarotto nel secondo pezzo, “Then she came”, blues sciolto e in salire; un gioco femminile/maschile gustoso, presente anche in altre canzoni come nel gioiellino di misura e struggente poesia “Hour of need” (qui con Daniela Ardito), in “Handle me” (oltre alla Ardito anche Manuela Amalfitano) più l’organo di Hugo Race e nella conclusiva “This city”, folk-blues arricchito da violino e mandolino.
Fossero tutti come questo i ponti immaginari di Sicilia (utili, fantasiosi, ad impatto ecologico zero, colorati e divertenti) sarei favorevole. Purtroppo non è così, e allora non mi resta che la musica dei Feldmann. Salite anche voi sul loro “Imaginary Bridge” per camminare veramente sulle acque …
Feldmann, Imaginary Bridge – Olivia Rec./Macao Rec. 2009
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