Terzo album (secondo con la mitica label di Seattle Sub Pop), per questi allegri giovinastri della Pennsylvania con il noise-core nelle vene e la capacitĂ di mettere a dura prova la mia coda con dei pezzi veloci e allo stesso tempo potenti. Dodici pezzi eseguiti con classe, senza tirare un attimo il respiro. Dodici pezzi facili, parafrasando quel mitico film con Jack Nicholson.
Se con l’apertura di “False Jesii Part 2” Matt Korvette ci urla in faccia la sua rabbia e la voglia di distruggere tutto e tutti, con il secondo pezzo “Half Idiot”, gigioneggia come un moderno Jim Morrison punk con distorsioni e contorsioni da panico, con il terzo, “Dream Smotherer”, ci ricorda che la vita è un sogno, ma gli incubi aiutano a vivere meglio. Messe le cose in chiaro, può fare teatro dell’orrore con “Request for Masseuse”, scatenarsi in un irridete ballo erotico/eretico in “Human Upskirt”, ingollare una birra mentre delle chitarre distorte (Hendrix?) aprono “Spent”, splendido inno da internazionale punk con la batteria a fare il lavoro sporco mentre lui, risciacquatosi la gola, declama versi decisamente malati.
Vinceranno anche quest’anno il premio per la copertina più curiosa con questo omaggio indi(retto) ai Nirvana di “Bleach”, vent’anni dopo (occhio alla riedizione di quel mitico disco, uscita in questi giorni sempre con Sub Pop).
Pissed Jeans, King Of Jeans – Sub Pop/Audioglobe, 2009
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