Proiettili Buoni, Proiettili Buoni
Quattro dandy postmoderni seduti attorno ad un tavolo, una scacchiera con un solo strano pedone (che cavolo è?), delle finte ali rosse attaccate dietro la loro schiena. Sembra una riunione redazionale di un qualche buon giornalaccio di satira anni Ottanta, sono invece i Proiettili Buoni sulla copertina del loro omonimo esordio: Marco Parente, Paolo Benvegnù, Andrea “druga” Franchi, Gionni dall’Orto; una buona fetta dell’underground italico più vivo e intelligente.
Nati intorno al 2000 grazie alle canzoni del più lunatico dei giovani (giovani?) cantautori italiani, cioè Parente, e all’intraprendenza dell’ex Scisma Benvegnù, hanno finalmente dato alle stampe il loro primo cd, registrato in presa diretta al Viper di Firenze ad inizio 2008. Un disco nudo e crudo (spesso si sentono pure i giusti applausi e i fischi d’approvazione), indipendente come un film di Cassavetes, senza sovraincisioni, ogni volta diverso all’ascolto.
Dieci pezzi da mandare a memoria. Dieci pezzi di ecologia per la mente come la cavalcata di alternative-rock “Il deserto cammina” (titolo parentiano come pochi), la cullante e labirintica “Carne in scatola” dalle chitarre in gran spolvero e da una ritmica presente/possente, la poetica “Ragazza 1” e l’ironica e leggera “Ragazza 2”. Dieci pezzi dati alle stampe grazie alla Black Candy, ritornata a pubblicare cd dopo un breve periodo di pausa (speriamo torni alle numerose uscite degli anni passati). Decisamente cult.
Proiettili Buoni, Proiettili Buoni – Black Candy/Audioglobe, 2008
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