Tre combattive ragazze di Vicenza, voce/chitarre, e un ragazzo alla batteria, niente basso: questo è il segreto dei Sarah Schuster e del loro sound particolare, unico, nuovo. Finalmente hanno prodotto il loro primo cd, “Rain From Mars”, fatto in proprio, caparbiamente voluto, con in seguito il sostegno di ABuzzSupreme/Consorzio Utopia, bella realtà di aiuto per il giovane rock italico di valore. E di valore è sicuramente questo cd, che snoda i suoi undici pezzi in modo dinamico.
Sembra di vederla questa musica, queste canzoni: accendo il lettore e immagino undici cartoni animati con protagonista assoluta la band (potrebbero farne un cartoon). Dall’iniziale “The head and the voice”, dolce, con un ritmo da impazzire (vedo la mia coda che sbatte e sbatte…) alla finale “Anger”, ideale colonna sonora da film maledetto alla Samuel Fuller (ma anche un po’ alla Russ Meyer), è tutto un esplodere di colori. Sax suggestivo e intrigante in “Music beyond me”, suonato da un personaggio altrettanto suggestivo e intrigante quale Amy Denio (pure fisarmonica nella corale “Tarà Tarà ”), glockenspiel magico in “Riverbank”, pezzo con una voce ispirata a giocare splendida con le chitarre. Cosa chiedere di più?
Insomma, su Marte piove, ma c’è vita quando suonano i Sarah Schuster.
Sarah Schuster, Rain From Mars – ABuzzSupreme, 2009
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