Progetto solista del frontman dei Porcupine Tree, disco che ogni buon ascoltatore di progressive non può farsi sfuggire, “Insurgentes” è più di un semplice cd, esso è un concentrato di emozioni e suggestioni sonore di alta qualità . Un cd curato fin nei minimi particolari, come il sito e la distribuzione dell’opera, con chicche per fans a non finire.
Se l’apertura “Harmony Korine” è un crescendo inquietante e ritmico stile Radiohead e il secondo pezzo “Abandoner” è elettronica evanescente e liquida stile Massive Attack, con il terzo pezzo si vola alto grazie ad un crescendo ritmico e a belle distorsioni per la lunga “Salvaging”. Stesso discorso per “No Twilight Within the Courts of the Sun” (come fare il prog oggi) con giochi di chitarre impressionanti dentro un labirinto di suoni acidi e cambi di marcia duri. “Significant Other” ci riporta in superficie dopo il tuffo della precedente (ascoltandola vi sembrerà di uscire da un’immersione, proprio come dopo un tuffo), “Only Child” sembra messa lì per farmi battere la coda a dovere, mentre la title-track finale è metafisica allo stato puro (non a caso il piano è stato registrato in chiesa, presso la Bartholemew’s Church di Brighton).
In definitiva, un disco internazionale di qualità sopraffina. Mica palle…
Steven Wilson, Insurgentes – K Scope, 2009
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