“La grande fuga” era un film di guerra genialmente pop con un Steve McQueen in moto a creare il suo mito da vita spericolata. Questa seconda prova degli inglesi The Rifles lo riecheggia nel titolo e nel modo di proporsi. Un modo di proporsi pop-rock non nuovo, ma sicuramente genuino.
Se l’esordio “No Love Lost” svelava tutte le speranze e i sogni della classe operaia (guadagnandosi la stima di Paul Weller e Oasis), questo le conferma e trova vie di fuga interessanti per la nostra epoca e le nostre orecchie alla ricerca di suoni neo-psichedelici, senza per questo perdere di vista il punk.
Lo senti nella title-track “The Great Escape”, quintessenza dell’indie-pop internazionale, con dei gradevoli archi in sottotraccia, o in “Sometimes” con delle melodie ricche, che ti fanno andare indietro nei ricordi (come sarebbe andata se avessi fatto questo o quello?...) o in “Winter Calls” che sembra una canzone dei primi Smiths cantata da Billy Bragg, o in “Out In The Past” lamento di ecologia per la mente con il basso a fare il suo sporco lavoro e le chitarre in gran spolvero.
Per salutare “For The Meantime” con un mellotron in puro stile “Strawberry Fields Forever” per gli amanti dei Beatles (tutto parte e tutto arriva ai Fab Four… c’è bisogno di ricordarcelo ancora?). Saranno famosi!
The Rifles, Great Escape – Promo Records/Self, 2009
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