Ho sempre molta simpatia e ammirazione per chi osa andare oltre il semplice concetto di canzone. Gli Zenerswoon da Firenze appartengono a questa razza, con i loro nove pezzi pieni di ritmo e buone vibrazioni. Secondo cd sulla lunga distanza, dopo anni passati sui palchi delle mille manifestazioni dell’area toscana e non solo (è così che nascono le scene), dimostra ancora una volta che la qualità della nostra scena indipendente è alta.
Registrato e mixato al mitico blocco A di Padova, con la collaborazione dell’altrettanto mitico Giulio Favero, “Frames” è un disco possente e allo stesso tempo carezzevole. Lo senti nell’iniziale massiccia “Spiders”, piena di ritmo e poesia (ma quante mani hanno? Tante come quelle di un ragno?), o nel relax grunge di “Still Mad About Me”, pezzo sospeso, pieno di giravolte spaziali (ad ascoltarlo ti sembra di essere su di una spiaggia piena di sole), o nella più elettrica “Freedom Now!”, labirintica, possente/carezzevole insieme.
Ad Andrea Angelucci, voce e chitarra del gruppo, piace “Her Flattery”, dove può spaziare con un cantato vario e liberatorio, ma il sottoscritto gradisce pure il terzetto finale, malinconico-sixty, ponte ideale tra CSN&Y e gli amatissimi Pearl Jam. In conclusione un disco che alla mia coda suona perfetto. Magico, tirato al punto giusto, sempre sul punto di prendere il volo.
Zenerswoon, Frames – Nowherez/Audioglobe, 2009
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