L'Alligatore ci consiglia suoni diversi, per Natale. Tredici dischi, come gli apostoli dell'Ultima Cena, per cambiare disco: fuori Bing Crosby (ché quest'anno il White Christmas ci sta proprio sulle scatole...), dentro il rock (e tutto il resto).
Did, Kumar Solarium – Foolica Records/Halidon
Più lo mandi giù e più ti tira su, recitava uno spot di quando ero bambino io. Potrebbe essere utilizzato pure per pubblicizzare “Kumar Solarium†perché è vero, il dancefloor post-punk dei Did, giovani torinesi al primo cd, è un potente eccitante. Lo capisci fin dal primo pezzo “Hello Helloâ€, che questa notte non dormirai, sei appena entrato in un club allucinante e ne uscirai con la coda distrutta. Non c’è calo di ritmo in questo disco, terza produzione della giovane label mantovana Foolica rec., dopo The Vickers e Camera237. Ma ritornando ai Did, molto figo il video di “Time For Shoppingâ€, pezzo sensuale e dal ritmo in crescendo, come il singolo di gran successo “Ask U2†con un bel sottofondo pianistico e attacchi di chitarra ringhiante, “Sex Sometimesâ€, torbida, ironica, caotica ubriacatura di suoni con incredibili luci stroboscopiche, “Crazy Yesâ€, martellante, isterica, dirompente come un martello pneumatico, “Babe Precious Thingâ€, gran finale stonesiano, libero, a briglia sciolta …
Per chi … provare per credere!
PER APPROFONDIRE LEGGI LA MIA Intervista ai DID
En Roco, Spigoli – Fosbury/Audioglobe, 2009
Terzo disco sulla lunga distanza per questi quattro genovesi che cantano in italiano e suonano in tutte le lingue del mondo (leggete la sfilza di musicanti dal globo intero che ospitano), uscito presso una delle label indipendenti più importanti degli ultimi anni (peccato pubblichi poco). “Spigoli†è un dischetto compatto, buono dalla testa alla coda con alcune perle come “Amica miaâ€, dove canta Pigozzo Favero dei Valentina Dorme, “Gli entusiastiâ€, poetico e melodico quanto basta, “Come una sorpresaâ€, pop soave con violino e spensieratezza (più la batteria di Richard Coldburn dei Belle and Sebastian), “Impazziraiâ€, ballata con echi cantantuorali classici, “Rompicapoâ€, finale energico come serviva.
Per chi ama le città di mare, dove musicanti ubriachi si fermano a suonare.
PER APPROFONDIRE LEGGI LA MIA Intervista agli En Roco
Guido Foddis, L’ottavo giorno - Divinazione/Self
È un disco pieno di stimoli, ospiti, idee e sollecitazioni questa seconda prova del buon Guido Foddis. A differenza del primo “Italia Gangbangâ€, gli “obbiettivi†della sua satira sono meno politici (almeno all’apparenza), ma più sociali: dalle manie per le palestre ai rapporti con il proprio capo, dalla crisi economica vista dai gggiovani, al fine settimana degli sfigati. Già la sfiga, Foddis ha voluto dedicarle questo album, un concept sulla sfiga e la mediocrità dei nostri giorni (sì, nostri, siamo noi gli sfigati, ci dice Guidone). Musicalmente ricco, con ospiti di culto come il ciclista Marzio Bruseghin (quello che alleva asini e produce prosecco, al quale è dedicata la bonus track “Gli asini pedalanoâ€), Francesco Moneti e Massimo Ghiacci dei Modena City Ramblers, Alfio Finetti, decano della canzone dialettale ferrarese e molti altri (ne conto quasi trenta), “L’ottavo giorno†fa pensare … e allo stesso tempo diverte.
Per chi sa che la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo!
PER APPROFONDIRE LEGGI LA MIA Intervista a Guido Foddis
MURIèL, Cosa decide? – TryDogLab/AbuzzSupreme, 2009
Un cono gelato in primo piano e delle gru sullo sfondo, questa la copertina di “Cosa decide?†secondo cd dei toscani MURIèL (sì, scritto così). Miglior rappresentazione della loro musica non avrebbero potuto trovare: pop dolce e moderno, con un sacco di ospiti, tipo artigiani su di un cantiere: Paolo Benvegnù in “Cosa ricordi?†con una bella fisarmonica in coda (di Guglielmo R. Gagliano, produttore artistico assieme alla band), Lele Battista in “Il giorno nudoâ€, liquida ed elettrica come ti aspetti, Tommaso Cerasuolo in “Il senso che si dà â€, corale, sospesa, U2style. Tre pezzi da novanta del pop-rock di casa nostra. Ma i MURIèL hanno buoni numeri anche da soli: “Altomareâ€, perfetta pop-song con una chitarrina gioiosa/giocosa, “Corpo ad oreâ€, esplosivo quasi-rock scatenato/scatenante, “Confondersiâ€, intima, con un bel gioco di voce maschile femminile; la voce femminile è di Serena Altavilla dei Baby Blue, assieme ai quali i MURIèL hanno dato vita ad un consorzio di musicanti (tra gli altri Samuel Katarro e Dilatazione) che porta avanti una scena, la cosiddetta scena “Oltre Firenzeâ€â€¦ interessatissima! Per chi crede sia giusto risciacquare il pop italico nell’Arno.
PER APPROFONDIRE LEGGI LA MIA Intervista ai MURIéL
Primochef, Bouganville – Kuntra, 2009
“Bouganville è la fotografia malinconica di un presente sardo collocata sullo sfondo di un borgo pigro e distrattoâ€, presentano così il loro secondo lavoro i sassaresi Primochef. Ispirati da un pensiero di Pasolini (sempre buone letture le loro: Benni, Galeano, Fregni …), hanno dato vita ad un disco molto dinamico e molto rock, che merita sicuramente di uscire dalla loro isola splendida. Sono dieci pezzi di largo respiro a partire dalla politica-poetica title-track alla sensuale “Mani†o alla malinconica “Spia†con magnifici attacchi di chitarre e una ritmica pulsante (dal vivo deve fare la sua porca figura) o alla liberatoria/libertaria “Stiamo seduti qui†cantata con Giorgio Canali…Canali è pure presente con le sue chitarre nello strumentale conclusivo “Fine stagioneâ€, perfetta colonna sonora per un film con tanti ricordi e la neve che cade. Buona la loro rilettura di “Suggestionabili†di Benvegnù (era in “Piccoli fragilissimi filmâ€), a marcare certe parentele con il nostro miglior pop-rock d’autore.
Per chi ama le buone letture e la forza del rock.
PER APPROFONDIRE LEGGI LA MIA Intervista ai Primochef
2- Continua...

