I dischi che ascolti per la prima volta, si dividono in due categorie: quelli che ti sorprendono e quelli che non lo fanno (magari perché non riescono, magari perché non vogliono). Il nuovo disco di Aloe Blacc fa certamente parte di quest'ultima categoria. Di solito, preferisco i dischi che ti sorprendono già pochi secondi dopo che li hai infilati nel lettore. Di solito. Qui invece, basta ascoltare il singolo di apertura I need a dollar per pensare che forse l'originalità , di questi tempi, è sopravvalutata.
Aloe Blacc un tempo era MC a tempo pieno nel gruppo losangelino Emanon, oggi si è completamente trasformato in cantante r'n'b - o neo soul, come lo volete chiamare. I suoi dischi continuano a uscire sotto l'etichetta Stones Throw, che rappresenta molto dell'hip-hop americano più "avanti". Eppure, Aloe Blacc qui non guarda avanti, ma indietro, verso agli Anni Settanta.
Non è solo una questione di canzoni che echeggiano classici della black music come Bill Withers o Donnie Hathaway. Non è solo la musica: anche i testi riprendono un'idea di canzone di protesta un po' ingenua, alla buona, con contenuti di denuncia sociale basic, che farebbero anche un po' sorridere se non calzassero perfettamente a questi tempi di crisi economica. Povertà , vita difficile, e un po' di amore. Quest'ultima, è l'unica cosa buona di cui effettivamente si parla, in un disco intitolato cose buone. In ogni caso, bando alla tristezza: questa è musica terapeutica, tanto è piacevole ascoltarla.
Si tratta solo di canzonette, e forse le abbiamo anche già sentite. Eppure sono tutt'altro che noiose. Aloe Blacc cammina in equilibrio perfetto su unfilo di nostalgia soul, e tira fuori un disco da repeat perenne. Perfino il momento più rischioso - la cover di una canzone strafamosa e stracoverizzata come Femme Fatale dei Velvet Underground - diventa uno dei migliori, di questo Good Things. A questo punto, possiamo dire che sia davvero un titolo azzeccato.

