Musica e Libri
20/07/2010
Da ascoltare: Eminem
Recovery

di Michele Rumor

La recensione del nuovo album di Eminem, si scrive da sola. O meglio, l'ha già scritta il sgnor Marshall Mathers III: Recovery, settimo disco di studio del rapper di maggior successo dell'ultimo decennio, si apre cone una dichiarazione di intenti molto precisa. Seconda canzone, Talkin'to myself. Cito testualmente: "Gli ultimi due album non contano, quando ho fatto Encore ero pieno di droga, quando ho fatto Relapse mi stavo disintossicando (...) Adesso devo provare qualcosa ai miei fan, perché mi sento come se li stessi deludendo. Quindi per piacere, accettate le mie scuse, adesso sono di nuovo normale, finalmente."

Se lo dice lui, ci possiamo anche credere. E sentire parlare Eminem così apertamente della parte più fallimentare della sua carriera di rapper, se non altro, predispone ad ascoltare con più interesse quello che viene dopo.

Cioé: un sacco di riflessioni sulla vita e sugli errori commessi, la voglia di venire a patti con il passato. Em si sforza, vuole che sia questo album il suo vero ritorno ad alti livelli, non il già rinnegato Relapse dell'anno scorso. Il punto è: ci riesce? Hmm, forse è il caso di metterci una pietra sopra: lo spessore tecnico e il divertimento puro dei suoi dischi più famosi, probabilmente non torneranno più. Però questo non è un disco di cui dovrà scusarsi nel prossimo. A parte, forse, per il suo voler insistere nell'inserire ritornelli cantati in ogni canzone. Una volta non ne aveva bisogno...

Non siamo davanti a novità o svolte epocali. Le produzioni, affidate a nomi non di primissimo piano come Just Blaze, Alex da Kid e Dj Khalil, sono costruite con i soliti ingredienti: molti campioni di chitarra, molti accordi di tastiera. Ovviamente, molto presenti pezzi di quel genere rap ballad, che ha fatto la fortuna di Eminem. Dal punto di vista dei contenuti, tutti i recensori del mondo di sono già preoccupati di fare la lista della spesa. Ma non c'è neanche bisogno di dirlo: nelle canzoni si parla della ex moglie, della mamma, dell'amico fraterno purtroppo morto, Proof, e poi ci si prende gioco di celebrities varie... insomma, il solito Eminem, no?

La buona notizia è che il ragazzo sembra piuttosto in forma: anche i pezzi che a un primo ascolto sembrano più improbabili trovano un senso. Tipo No Love, cantata schiena contro schiena con Lil'Wayne e centrata sul campione di What is love di Haddaway (giuro!).

Considerazioni finali: per tre anni, dal 1999 al 2002, Eminem è stato probabilmente uno dei tre uomini più famosi d'America. Ha avuto un'impatto devastante sulla cultura pop americana.

Bè, quei tempi sono passati. I fan più affezionati continueranno a seguirlo, e a loro è dedicato questo Recovery: non sarà il disco capace di farli arrivare in paradiso, ma almeno non li deluderà troppo.

Quando si arriva verso i quaranta, del resto, bisogna abbassare un po' le pretese...

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