Sapete cos'è un momento Federer? Un avvenimento sportivo capace di lasciare senza parole noi spettatori, e senza aggettivi un qualsiasi telecronista.
Non voglio stare qui a raccontare chi sia Roger Federer. Però mi piacerebbe ripetere qualche significativa banalità: Roger fa parte di quella strettissima élite di atleti che trascendono ogni categoria di abilità, e i cui gesti sembrano nascere da una miracolosa sospensione delle leggi della fisica. Muhammaed Alì fluttuava sul ring leggero come un colibrì; Michael Jordan non solo riusciva a saltare ad altezze improbabili, ma rimaneva sospeso nell'aria uno o due battiti in più del tempo concesso dalla forza di gravità; i palloni calciati da Diego Armando Maradona prendevano traiettorie che sfuggono a ogni studio balistico.
Roger Federer ha gli stessi colpi miracolosi di questi campioni, e noi che l'abbiamo davanti agli occhi ci chiediamo: ma com'è possibile?
La stessa domanda se l'è fatta un grande scrittore americano, David Foster Wallace. Anche lui è stato un fuoriclasse - pur se in campo letterario - prima di suicidarsi a soli 46 anni, nel 2008.
Ci ha lasciato alcuni romanzi, un mucchio di racconti e qualche saggio. Come questo Roger Federer come esperienza religiosa, scritto originariamente per il New York Times e pubblicato per la prima volta in italiano da una piccola casa editrice svizzera, la Casagrande.
Dunque qual è il link fra un grande scrittore americano e il più forte tennista di tutti i tempi? Foster Wallace era grande appassionato di tennis. Lo praticava abitualmente e ha ambientato il suo romanzo più noto - Infinite Jest - all'interno di una tennis academy americana. Non stupisce, dunque, che abbia incrociato la figura di Federer. E in queste pagine, Foster Wallace si chiede: ma come fa? Come fa, Roger? La risposta è stranamente semplice: è un talento naturale.
Sembra una risposta poco articolata, invece è semplicemente metafisica. Federer ha un talento raro, solo quello può spiegare le sue incredibili capacità: atletiche, cinestesiche, mentali.
Un talento che è nato con lui, nutrito dall'allenamento, e forse non ancora arrivato all'apice. Così, a Foster Wallace non rimane che descrivere le sensazioni di chi si trova davanti lo spettacolo di Roger Federer. Uno spettacolo che produce un tipo di bellezza - lui la chiama bellezza cinetica - che ha valore universale e trascende ogni categoria sessuale e culturale. Una bellezza che riconcilia l'essere umano con il fatto di avere un corpo. Ancora, Foster Wallace racconta la finale di Wimbledon 2006 contro Rafa Nadal, e spiega perché Federer rappresenta l'ultima evoluzione del suo sport, capace di svelare i limiti e le possibilità del modo attuale di giocare a tennis.
Un libro di 60 pagine che si legge in un'ora, e che vi farà guardare con ancora maggiore stupore ai miracoli di Roger sul campo.
David Foster Wallace
ROGER FEDERER COME ESPERIENZA RELIGIOSA
Edizioni Casagrande

