Musica e Libri
30/10/2010
Da leggere: Trespass
La letteratura vista dalla Smemo. Recensioni di libri e fumetti: carta, cartoni, cartoncini...


di Michele Rumor

È iniziato tutto nell'America degli anni Settanta, quando un mucchio di ragazzini avevano preso a scrivere i loro nomi sui muri, e sui vagoni della metropolitana che giravano intorno a New York. Insieme a questi primi writer, c'erano altri ragazzi che non si accontentavano di vedere circolare semplicemente il proprio nome. Volevano di più. Gente come Jean Michel Basquiat, Keith Haring e Futura 2000 a New York. O dall'altra parte del mondo, a Parigi, Blek Le Rat.
I newyorchesi furono i primi, all'inizio degli Ottanta, a fare il salto dal muro delle città alle gallerie, dall'underground direttamente dentro l'estabilishment miliardario dell'arte. Andy Warhol fu, naturalmente, tra i promotori di questo movimento.

Se un tempo tutto questo era una novità, oggi la cosiddetta street art - definizione che non piace a tutti, ma che ormai si è imposta - è un fatto quasi banale nel panorama urbano. Basta guardarsi un po' in giro mentre si cammina nelle grandi città: a ogni angolo scritte, sticker, disegni, affissioni. Quelli che oggi i curatori chiamano "interventi urbani". Oggi, sembra quasi normale che alcune di queste opere - che molti guardano con fastidio - finiranno presto sui cataloghi delle grandi gallerie. Trespass, un enorme libro curato da Ethel Seno, Carlo McCormick e Marc e Sara Schiller rappresenta l'altra metà di quei cataloghi: racconta gli street artist quando ancora si trovano nel loro ambiente naturale, la città.

Dentro Trespass ci sono tutti i nomi più noti della street art mondiale. Ad esempio le opere dell'inglese Banksy, artista quotatissimo che ancora oggi nasconde volto e voce nelle rarissime interviste.
Ma c'è ancora di più, fra queste pagine: non si tratta solo di disegni sui muri. C'è gente che con colla e cartone modifica i cartelloni pubblicitari, chi posiziona strane sculture in luoghi pubblici. C'è perfino quel tipo - e non so bene cosa c'entri, a dire il vero - che ha colorato di rosso l'acqua della Fontana di Trevi, qualche anno fa.

Trespass significa superamento di un confine, trasgressione. Ed è esattamente ciò che molti di questi artisti urbani fanno giorno dopo giorno. Ma come dice lo stesso Banksy nell'introduzione, la trasgressione è una reazione necessaria alla violazione del nostro cervello, perpetrata quotidianamente dagli esperti del marketing pubblicitario. Così, Trespass diventa un catalogo d'arte diversa dal solito, che offre molti spunti di riflessione a chi legge.

Seno, Ethel, McCormick
Trespass. Storia dell'arte urbana non ufficiale
Taschen

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