Nati dopo diverse esperienze in alcune band dell’underground italico, hanno trovato il loro nome grazie ai sogni di una bambina: sognava di far parte di una squadra di salvataggio vestita di porpora chiamata, appunto, Wora Wora Washington. Sia vero? Questo mi hanno raccontato. Di sicuro, le dieci canzoni dell’album sono vere. Dalle pulsioni elettroniche della saltellante eretica-erotica “Twister” alla liquida “Cooking Merignues” è tutta una gioia per la testa e la coda.
Da segnalare poi “Daisy”, pop internazionale in crescendo, la cure-song che porta in alto “Mike’s Head” e “Drum Machine”, per una via alternativa alla disco dagli anni 80 all’eternità …
Uscito sul finire dello scorso anno presso Shyrec, piccola ma sempre interessante label veneziana, “Techno Lovers” è un dischetto metallico da non farsi sfuggire se si amano le emozioni forti e l’indie-rock come dio comanda.
Wora Wora Washington, Techno Lovers – Shyrec, 2009
PER APPROFONDIRE LEGGI L’ Intervista ai Wora Wora Washington

