In questi giorni ho ascoltato in auto l’omonimo esordio di Canemorto e mi sono divertito un sacco (nonostante il nome non ispiri allegria, diciamolo). Ridevo spesso ad ascoltare e riascoltare certe canzoni del disco. Chissà chi mi ha visto cosa avrà pensato, ma non importa, è troppo irresistibile…
“Giuliano non lo sa†per esempio, è una storia tragica sulla scomparsa dell’umanità , ma ti viene da ridere a sentire parlare di Giuliano, un cane che sopravvive a questa catastrofe. Sarà il nome, sarà che lecca la mano del padrone, sarà come te la canta e suona Antonio Nardi, cantautore fiorentino dietro questo progetto …ma io ridevo come un cretino.
Canemorto non è però solo musica da ridere. È un pop dolce-amaro, suonato con grazia (del gruppo fanno parte anche alcuni componenti della rock-band Velvet Score), vario, ben bilanciato, pieno di sorprese.
Una bella sorpresa è, per esempio, “Firenze (canzone triste)â€, cover filologicamente perfetta del celebre pezzo di Ivan Graziani, musicante da sempre a parte, tra il mainstream e l’underground. E potrei dire così anche di Canemorto, musicante di confine per storia e attitudine.
Altri pezzi da incorniciare: “Se ritornasse il signor Gâ€, omaggio dichiarato a Gaber, “A 300 all’oraâ€, indignata e sarcastica foto dei nostri giorni, “Bel Natale…â€, e per i tifosi viola “Fiorentinaâ€.
Canemorto che parla, anzi, canta e suona molto bene ...
Canemorto, s/t – Music Valley Rec, 2010
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