Più di cento concerti nelle vene (si sentono tutti) per la giovane formazione veneta, pompante e distruggicoda come poche. Un gruppo spaziale in tutti i sensi. Il loro nome deriva dal primo pilota militare a morire all’inseguimento di un UFO, il capitano Thomas Mantell, nel lontano 1948 nei cieli del Kentucky. E la voce del gruppo (che è pure il “nuovo” basso instabile de Il Teatro degli Orrori), si chiama Tommaso Mantelli. Da qui l’idea di omaggiare il coraggioso capitano.
La loro musica è un alternative-disco tra il punk più festaiolo e il pop più intellettuale. Veloci e ballabili, hanno una facilità di esecuzione che incanta e uno spirito dissacrante invidiabile. La nostra società viene passata al setaccio per poi uscire in ritratti incantevoli come “Uri Geller” (ispirata da un illusionista israeliano noto per le sue tante bufale), “The Word Forever” elettronico ritorno ai migliori ’80 come la seguente più oscura “As The Night Decides”, o l’ipnotica “My Radar” …
Oltre alla bontà del progetto musicale, c’è intelligenza nel proporsi visivamente, tra foto con vestiti dal sapore spaziale e video innovativi sempre in tema. Sembrano sapere bene dove stanno andando. Non si perderanno all’inseguimento di nessun oggetto non identificato …
E allora tutti all’inseguimento dei Captain Mantell!
Captain Mantell, Rest in Space – Irma Records/ Hypotron 2010
LEGGI Intervista ai Captain Mantell sul Blog dell’Alligatore
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